21 febbraio 2013, Giornata internazionale Unesco della Lingua Madre

E' stata istituita nel 1999 su proposta del Bangladesh, per ricordare la sollevazione avvenuta nel 1952, nell’allora Pakistan orientale, in difesa del bengalese
Enzo Luciani - 20 Febbraio 2013

Il 21 febbraio 2013 sarà celebrata la Giornata internazionale Unesco della Lingua Madre.

Il 21 febbraio fu proclamato "Giornata Internazionale della Lingua madre", su proposta del Bangladesh e con il sostegno degli altri 28 Paesi partecipanti, in occasione della XXIX Conferenza Generale dell’Unesco nel 1999. La data ricorda la sollevazione avvenuta nel 1952 nell’allora Pakistan orientale in difesa del bangla, madre lingua di quella parte del Paese.

Auspicando la creazione di una politica linguistica mondiale basata sul multilinguismo per tutti, l’Unesco propone di celebrare ogni anno la lingua come strumento di conservazione del patrimonio culturale di ogni popolo.

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I dati sono infatti preoccupanti:
– più del 50% delle 6000 lingue mondiali è in pericolo;
– il 96% delle 6000 lingue mondiali è parlato dal 4% della popolazione mondiale;
– il 90% delle lingue mondiali non è rappresentato su Internet;
– una lingua scompare mediamente ogni 2 settimane;
– l’80% delle lingue africane non ha l’ortografia;
– la metà di tutte le lingue mondiali risiede in solo 8 paesi: Papua Nuova Guinea (832), Indonesia (731), Nigeria (515), India (400), Messico (295), Camerun (286), Australia (268) e Brasile (234);
– i contenuti presenti sulla rete Internet sono per il 68.4% in inglese, seguito dal giapponese (5.9%), dal tedesco (5.8%) e dal cinese (3.9%).

"Ognuno perde se una lingua è persa perché allora una nazione e cultura perdono la loro memoria, e così fa la complessa trama da cui è intessuto il mondo e che rende il mondo un posto eccitante." è una frase significativa tratta dal sito della Giornata Internazionale diVigdis Finnbogadottir, Ambasciatore di buona volontà dell’UNESCO per le lingue, ex Presidente dell’Islanda.

La Giornata Internazionale della Lingua Madre si propone di promuovere il riconoscimento e la pratica delle lingue madri del mondo, in particolare quelli delle minoranze. Gli stati membri dell’Unesco stanno aiutando per proteggere e rivitalizzare la nostra ricca diversità culturale per la promozione delle lingue come mezzo di comunicazione, l’interazione e la comprensione tra i popoli diversi. L’Organizzazione continuerà a promuovere il multilinguismo attraverso i suoi programmi educativi e culturali per la protezione del patrimonio orale e immateriale del mondo.

Per la Giornata, Discovery Communications in collaborazione con l’Unesco pubblica sul proprio sito brevi filmati di popolazioni con lingue "a rischio" e varie schede di presentazione. Tra queste lingue troviamo lo Scots Gaelic (in Scozia), lo Saami (Svezia), l’Haida (Canada), il Kadazandusun (in Sabah, Malesia), l’Ainu (in Hokkaido, Giappone), il Sharda (in Srinagar, India), l’Idu Mishmi (in Arunachal Pradesh, India), il Cucapa (Messico) e il Tobas (in Argentina).

L’Associazione per i popoli minacciati coglie l’occasione della Giornata per proporre l’introduzione nella Costituzione Europea di un articolo che garantisca i diritti delle minoranze linguistiche, etniche e religiose. Con riferimento all’Articolo 27 del Patto Internazionale sui Diritti Politici e Civili del 1966, l’Associazione propone la seguente formulazione: "Articolo X – Tutela delle Minoranze: I membri di minoranze linguistiche, etniche o religiose hanno il diritto di usare la propria lingua pubblicamente insieme ad altri membri del loro gruppo minoritario, di curare la propria cultura e di esercitare la propria religione".
"I diritti all’uso della propria lingua sono garantiti solo se fissati nella Costituzione. Solo in questo modo le lingue minoritarie possono avere un posto sicuro all’interno dell’UE" – nota l’associazione bolzanina.

Pubblichiamo qui di seguito il messaggio del Direttore Generale dell’ UNESCO, Irina Bokova, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, UNESCO, 21 febbraio 2012

Nelson Mandela ha detto "parlare a qualcuno in una lingua che comprende consente di raggiungere il suo cervello. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore". La lingua dei nostri pensieri e delle nostre emozioni è il nostro bene più prezioso. Il multilinguismo è nostro alleato per garantire un’istruzione di qualità per tutti, promuovere l’integrazione e combattere la discriminazione. La costruzione di un dialogo autentico presuppone rispetto per le lingue. Ogni aspirazione ad una vita migliore, ogni aspirazione allo sviluppo si esprime in una lingua, con parole precise per farla vivere e trasmetterla. Le lingue sono ciò che noi siamo, proteggerle significa proteggere noi stessi.

Sono 12 anni che l’UNESCO celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre e si adopera in favore della diversità linguistica. Questa 13a edizione è dedicata al multilinguismo per l’istruzione inclusiva. Gli studi dei ricercatori e l’impatto delle politiche a sostegno del multilinguismo hanno dimostrato quello che le popolazioni intuitivamente già percepivano: la diversità linguistica accelera il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in particolare gli obiettivi dell’Istruzione Per Tutti. L’uso della lingua madre nelle scuole rappresenta un potente strumento contro l’analfabetismo. La sfida, tuttavia, è assicurare che questa verità si traduca nei fatti. Le popolazioni autoctone sono spesso quelle la cui madrelingua viene ignorata dal sistema educativo. Far sì che esse apprendano, sin dalla più tenera età, nella loro lingua madre e in seguito in altre lingue (quella nazionale, quella ufficiale o un’altra), vuol dire promuove l’uguaglianza e l’integrazione sociale.
L’UNESCO Mobile Learning Week ha dimostrato che l’uso delle nuove tecnologie nell’educazione costituisce una potenzialità per l’istruzione inclusiva. In combinazione con il multilinguismo, queste tecnologie moltiplicano la nostre capacità d’azione. Approfittiamone al massimo. La nostra generazione trae vantaggio dai nuovi mezzi di comunicazione e dal nuovo spazio comune mondiale reso disponibile da Internet: non può dunque accettare un impoverimento delle lingue.
La diversità linguistica è il nostro patrimonio comune, ed è fragile. Delle oltre 6.000 lingue parlate in tutto il mondo, quasi la metà rischia di scomparire entro la fine del secolo. L’Atlante UNESCO delle lingue in pericolo nel mondo fornisce una mappa per comprendere questa lotta. La scomparsa di una lingua costituisce un impoverimento per l’intera umanità, un passo indietro nella difesa del diritto di ciascuno ad essere ascoltato, ad apprendere e a comunicare. Ogni lingua è portatrice di un patrimonio culturale che accresce la nostra diversità creativa. Questa diversità culturale è tanto importante quanto la biodiversità lo è in natura, ed esse sono strettamente collegate. Le lingue di alcune popolazioni indigene sono portatrici di conoscenze uniche sulla biodiversità e sulla gestione degli ecosistemi. Questo potenziale linguistico è un motore di sviluppo sostenibile che merita di essere condiviso; l’UNESCO porterà questo messaggio anche alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro.
La vitalità delle lingue è affidata a tutti coloro che le parlano e che si adoperano per proteggerle. L’UNESCO rende loro omaggio e veglia affinché le loro voci siano ascoltate nella formulazione delle politiche educative di sviluppo e di coesione sociale. Il multilinguismo è una risorsa viva – utilizziamola a vantaggio di tutti. 

Fonte: http://www.unimondo.org


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