Riprendono le attività nel centro. Attivisti: "Siamo tornati per sottrarre spazio alla speculazione"
Enzo Luciani - 8 Febbraio 2013

Ieri 7 febbraio, lo stabile di via Nola è stato occupato, nuovamente, dopo lo sgombero del 25 gennaio scorso. Oggi gli attivisti hanno deciso di riappropriarsi di quello spazio per sottrarlo alla speculazione. Gli occupanti denunciano come lo stabile di proprietà statale fosse finito nelle mani di una società immobiliare ad un prezzo inferiore a quello di mercato. 

Gli attivisti sono ora al lavoro per sistemare i locali interni e far riprendere le quotidiane attività di "SCuP" (acronimo di sport e cultura popolare): palestra, osteria, spazio bimbi, biblioteca, scuola popolare, aula studio, mercato di produttori e artigiani, web radio e wifi-libero. 

"Siamo tornati", questa la scritta che capeggia sullo striscione. "I cittadini del quartiere – fanno sapere gli occupanti- ci sono stati vicino. ScuP era diventato per loro un punto di riferimento, vista la mancanza di biblioteca e spazi culturali nella zona".

Dar Ciriola asporto

Alle 18 nello stabile ci sarà un’assemblea pubblica aperta a tutti.  Domenica pomeriggio invece attivisti e bambini, dopo aver colorato il muro che chiude l’ingresso della palazzina, lo abbatteranno simbolicamente "contro ogni speculazione edilizia".

 “Lo spazio di via Nola 5 ritorna un bene comune nelle mani dei cittadini. Così, in una nota, Fabio Nobile, candidato di Rivoluzione Civile per la Regione Lazio, che parteciperà all’assemblea cittadina. La nuova occupazione del collettivo Scup, a due settimane dallo sgombero, è il segnale che i romani non hanno alcuna intenzione di arrendersi alla logica della speculazione. Tutti i nostri quartieri hanno bisogno di spazi sociali come questo perché sport, cultura ed educazione non siano a disposizione esclusiva di chi può permetterseli. Da oggi lo Scup tornerà ad essere quella realtà sociale ed educativa che i cittadini di San Giovanni hanno saputo apprezzare. Il sindaco Alemanno ne prenda atto e si impegni affinché questa esperienza continui”.  

 

 

 


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