3 marzo, Giornata mondiale delle specie selvatiche

Benvenuti (Ecoitaliasolidale): provvedimenti per scongiurare un 2050 con in mare più plastica che pesci
Redazione - 3 Marzo 2019

Domenica 3 marzo Giornata mondiale delle specie selvatiche. Quest’anno, per la prima volta, ha come tema “La vita sott’acqua: per le persone e il pianeta “, in linea con l’obiettivo 14 – Life under water (La vita sott’acqua) – dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu.

L’argomento è stato scelto dal Segretariato della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione e dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle criticità e sui valori della fauna marina nella vita di tutti i giorni. Gli oceani, minacciati dall’inquinamento (soprattutto di plastica, oggi se ne stimano 165 milioni di tonnellate) e ipersfruttati, come ricorda Abdoulaye Mar Dieye, Segretario generale aggiunto dell’Onu e direttore dell’ufficio per la politica del programma dell’Undp “regolano il nostro clima, producono metà dell’ossigeno che respiriamo, forniscono nutrimento per oltre tre miliardi di persone e assorbono il 30% di anidride carbonica dell’atmosfera e il 90% del calore generato dai cambiamenti climatici”.

David Morgan, del Segretariato della Cites, osserva che “tutte le balene e i delfini, le tartarughe marine, i cavallucci marini, molte specie di coralli e sempre più specie di squali sono stati messi sotto protezione dalla Cites” ricordando che la Convenzione regola l’equilibrio fra uso sostenibile e commercio internazionale per la pesca, impegnandosi a garantire che “il commercio di specie marine elencate nella Convenzione sia legale, sostenibile e tracciabile”.

Per la Giornata mondiale sono state organizzate iniziative in vari Paesi del mondo.

 

Benvenuti (Ecoitaliasolidale): provvedimenti per scongiurare un 2050 con in mare più plastica che pesci

“Oggi domenica 3 marzo, si celebra  la Giornata mondiale delle specie selvatiche, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2013. Questa giornata si prefigge di celebrare e sensibilizzare la fauna e la flora selvatiche del mondo.  Quest’anno, in linea con l’agenda 2030 e in linea con l’obiettivo 14 per lo sviluppo sostenibile, il tema prescelto è stato “La vita sott’acqua: per le persone e il pianeta“, un’altra tappa del programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu.

“Come nelle edizioni precedenti  il Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale si mobilita con i propri volontari organizzando incontri ed iniziative a difesa dell’ambiente. Quest’anno il nostro impegno è per  chiedere  lo  “Stop alla plastica in mare”, con una serie di iniziative  di informazione specifica in materia di inquinamento della plastica sulle coste italiane.  I mari del mondo sono invasi dalla plastica – è quanto si evince da uno studio coordinato dall’Università della Georgia che per la prima volta ha calcolato con precisione la quantità di plastica gettata nei mari ben il 5 per cento di quella prodotta nel mondo finisce ogni anno fra le onde. Complessivamente fra bottiglie, tappi, rivestimenti, imballaggi, stiamo parlando di 12,7 milioni di tonnellate che inquinano fortemente il mare. Il vero problema della plastica e’ il suo tempo di decomposizione, infatti per una bottiglia sono necessari circa 20 anni e circa un secolo per posate di plastica o accendini. Inoltre da non sottovalutare che le microparticelle di plastica vengono ingerite dai pesci che le scambiano per plancton, il loro cibo, e che successivamente tale sostanze nocive vengono ingerite da noi mangiando il pesce, con evidente pericolo per la salute. Se il trend di inquinamento della plastica in mare prosegue con questi ritmi e senza adeguate soluzioni in termini anche di leggi specifiche per la diminuzione dell’utilizzo della plastica, secondo lo studio della Fondazione Ellen MacArthur presentato in occasione del Forum economico mondiale di Davos, nel 2050, in termini di peso, gli Oceani potrebbero contenere più bottiglie di plastica che pesci e tra le acque più inquinate vi è proprio il Mediterraneo.

“Come Ecoitaliasolidale lanciamo un appello al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, del quale apprezziamo le affermazioni in merito all’ampliamento della raccolta differenziata e contro l’utilizzo degli inceneritori, di far attivare dall’esecutivo provvedimenti concreti come agevolazioni fiscali per diminuire il costo dei prodotti “senza Plastica” e degli imballaggi leggeri per giungere alla diminuzione della quantità dei rifiuti e dei prodotti in plastica. Auspichiamo che anche l’Italia possa incidere già da subito,  con provvedimenti concreti per contribuire insieme agli altri Paesi del mondo ad incidere veramente sulla qualità dell’ambiente e scongiurare  il rischio che dal 2050  ci possa essere più plastica in mare  che pesci”.

Lo dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale.


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