4 nuovi villaggi della solidarietà per i rom. La protesta di An

"Sostenere un costo di 30 milioni di euro annui per i nomadi può far collassare l'amministrazione comunale. Già oggi ogni nomade costa ai cittadini romani più di 250 euro al mese"
di Claudia Tifi - 5 Giugno 2007

Lunedì 4 giugno 2007 alle 10.30 presso la Prefettura di Roma, in via IV Novembre, una delegazione di Alleanza nazionale composta da Gianni Alemanno, Fabio Rampelli, Piergiorgio Benvenuti, Fabrizio Ghera, Dario Rossin e Fabrizio Santori, ha incontrato il prefetto di Roma, Achille Serra, per confrontarsi sul tema della sicurezza e dei campi nomadi in città.

Alla stampa Fabrizio Santori ha ribadito il dissenso degli esponenti di An per la gestione dell’emergenza nomadi come prevista dal "Patto per Roma Sicura", firmato lo scorso 18 maggio dal prefetto di Roma d’intesa con il sindaco Veltroni, con cui si è istituita una Commissione, coordinata da un viceprefetto assieme a rappresentanti del Comune, della Questura e dei carabinieri, con il compito di individuare entro tre mesi le aree in cui allestire i villaggi della solidarietà per i nomadi.

“I villaggi solidarietà manderanno al collasso il sistema sociale dell’amministrazione, – ha affermato Santori, membro dell’Esecutivo romano di An, – per la creazione dei 4 nuovi campi rom detti villaggi della solidarietà, nel 2008 serviranno 30 milioni di euro.  Attualmente i nomadi ufficialmente assistiti dal Comune di Roma sono 5.227 con un costo complessivo di gestione annuo di circa 15 milioni di euro, al quale si aggiungeranno i 4.000 nomadi che verranno di fatto istituzionalizzati e allocati nei 4 villaggi per cui è stato previsto un costo di realizzazione di 3 milioni di euro a struttura, in tutto 12 milioni di euro a cui si aggiungeranno i costi di gestione, manutenzione e assistenza successiva che saranno a carico della futura amministrazione”.

Santori, insieme agli esponenti di An, Alemanno e Rampelli, ha annunciato che "nei prossimi giorni sarà reso noto un dossier dettagliato sui costi della gestione dei campi nomadi da parte del Comune di Roma."
Nello stesura del rapporto saranno sommati gli interventi economici: "manutenzione dei campi, acqua, luce, bagni chimici, pulizia e raccolta rifiuti; i buoni scuola per materiale didattico, l’utilizzo gratuito delle mense scolastiche, del trasporto pubblico e la scolarizzazione. Senza tralasciare i finanziamenti culturali e per i centri estivi. L’utilizzo gratuito del servizio sanitario pubblico, la distrazione delle forze dell’ordine, le sovvenzioni economiche dei servizi sociali dei municipi, i costi dei reati e tanti altri interessanti stanziamenti ad hoc. Ogni nomade costa ai cittadini romani più di 250 euro al mese”.

“Per assistere il doppio dei nomadi – ha concluso Santori – è necessario stabilire un numero chiuso di rom così come avviene per tutti i cittadini romani che sono fuori dalle graduatorie per avere una casa, un posto all’asilo nido, un contributo per l’affitto, un’assistenza domiciliare per i disabili.”

Dall’altra parte il sindaco di Roma Walter Veltroni si ritiene soddisfatto della serie di interventi intrapresi: "abbiamo chiuso 28 campi e attrezzati 11, oltre ad aver spostato 10mila persone. E’ stato un lavoro gigantesco. Tra le parole e la risoluzione dei problemi c’è una bella differenza”.

Il Sindaco ha anche proposto di offrire ai nomadi un biglietto di ritorno con destinazione Craiova, Calarasi e Turnu Severin, le tre città della Romania da cui ne proviene la maggior parte.
Anzi Veltroni, ha già fatto le valigie per recarsi a Bucarest con un agronomo per convincere ad ammodernare l’arretrato sistema agricolo delle tre città e poter meglio persuadere i rom al rientro.


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