A 30 anni dalla morte del maresciallo Mariano Romiti

E' necessario ricordare le vittime del terrorismo con un luogo della memoria
Luciano Di Pietrantonio – già Segretario Generale della CISL di Roma e del Lazio - 5 Dicembre 2009

Ricorre il 7 dicembre 2009 il trentesimo anniversario dell’uccisione del maresciallo di P.S. Maresciallo Mariano Romiti, nel quartiere romano di Torre Spaccata.

Era responsabile della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Centocelle.

Il 1979 fu anno terribile, anche per la capitale. La furia del terrorismo omicida si riassume in: 21 morti e 33 feriti: questo il drammatico bilancio di trenta anni fa.

Fra i caduti: il magistrato Emilio Alessandrini a Milano, Guido Rossa, sindacalista a Genova, Italo Schettini, consigliere provinciale della DC di Roma, il Tenente Colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, Antonio Mea e Pietro Ollanu della Polizia di Stato trucidati durante l’attacco alla sede della DC di Roma.

Il terrorismo, nelle diverse articolazioni dalle BR alle formazioni minori, dal 1967 a oggi, ha fatto registrare nel nostro paese, oltre 200 vittime e più del doppio di feriti.

Gli anni di piombo in effetti non sono mai finiti, perché basti pensare agli omicidi D’Antona, Biagi e Petri, per considerare il terrorismo in una fase latente, che periodicamente si presenta nella realtà del nostro Paese.

Le recenti minacce, denunciate anche dal Ministro Maroni, a giornalisti, delegati sindacali e uomini politici, sono la riprova di un pericolo, non ancora rimosso, per la sicurezza delle Istituzioni e dei cittadini.
Il 9 maggio, giorno dell’uccisione dell’on. Aldo Moro, viene celebrata la giornata della “memoria delle vittime del terrorismo”.

Forse le nuove generazioni, quelle che oggi hanno fino a trenta/quarant’anni, e non solo, conoscono poco o nulla di quanto è avvenuto in Italia e in particolare a Roma sui drammi che il terrorismo ha aperto nella società.

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Le lotte, le mobilitazioni, le paure e l’eroismo di chi si oppose alla brutalità omicida del terrorismo, dalle Forze dell’Ordine alle Organizzazioni Sindacali, alle Istituzioni, alle forze politiche e ai cittadini di buona volontà, sono ancora un grande esempio per il nostro Paese.
In questi decenni si è parlato più di terroristi, pentiti o meno, che hanno avuto le loro storie romanzate da TV e cinema anche in maniera da telenovela, che non delle vittime che oltre a perdere la vita, hanno sacrificato e spezzato famiglie e affetti di mogli, figli e genitori.

Ecco perché ricordare i 30 anni del sacrificio di Mariano Romiti, che lasciò moglie e quattro figli, a 52 anni, persona impegnata nella costruzione del primo sindacato di P.S. e ricordato recentemente in un libro di Saverio Allevato e Pio Cerocchi, si vogliono ricordare tutti coloro che con il loro sacrificio hanno contribuito a contrastare il terrorismo.

Bastano i ricordi episodici negli anniversari per onorare le vittime del terrorismo o è opportuno creare a Roma un luogo del ricordo su testimonianze condivise, di anni che non possono essere dimenticati? Probabilmente è necessario coinvolgere le Istituzioni (Comune e Provincia di Roma) e l’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo, che tiene viva la memoria anche con un sito su internet, per realizzare uno spazio testimoniale

Occorre far presto, perché non è possibile identificare quel triste periodo con le B.R. con Lotta Continua, con Prima Linea, con l’estremismo di destra e ignorare o far dimenticare le vittime innocenti di quella stagione.


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