A Casal Bruciato manifesti minatori con l’effigie di Fallico

Individuati i responsabili già noti alle forze dell'ordine
Enzo Luciani - 5 Ottobre 2012

 Il 3 novembre 2011, in via Giuseppe Donati e nelle strade limitrofe del quartiere Casal Bruciato sono stati affissi manifesti riproducenti l’effigie di Luigi Fallico, che era stato tratto in arresto nel giugno 2009 da questa DIGOS al termine di lunghe e laboriose indagini per l’appartenenza alla formazione denominata “Per il Comunismo! Brigate Rosse”, deceduto in carcere nel maggio 2011.

 

Il testo del manifesto era di tono fortemente minatorio e ed evocava la vendetta per la morte del Fallico, che viveva e lavorava nel quartiere.

 

“QUANDO ASSASSINATE UN COMPAGNO, SIGNORI NON ILLUDETEVI DI SCOLORIRE LA NOSTRA BANDIERA, ESSA SARA’ SEMPRE PIU’ ROSSA. QUANDO ASSASSINATE UN COMPAGNO NON ILLUDETEVI NEANCHE UN ISTANTE DI FERMARE IL NOSTRO BRACCIO ESSO SARA’ SEMPRE PIU’ FORTE. QUANDO ASSASSINATE UN COMPAGNO NON CREDIATE DI FERMARE IL NOSTRO CUORE ESSO SARA’ SEMPRE PIU’ GONFIO DI ODIO. QUANDO ASSASSINATE UN COMPAGNO, NON PENSIATE DI DISTRUGGERE I NOSTRI SOGNI UN GIORNO SARANNO LI’ AD ASPETTARVI AL VARCO SENZA PIETA’. E RICORDATEVELO, RICORDATEVELO SEMPRE, NON TUTTO QUELLO CHE DORME E’ MORTO, STATENE CERTI. ONORE AL COMPAGNO LUIGI FALLICO MILITANTE COMUNISTA. I COMPAGNI E LE COMPAGNE”.

 

Sul manifesto era effigiata anche una stella a cinque punte.

 

Adotta Abitare A

Le indagini condotte dalla DIGOS e coordinate dal Pubblico Ministero TESCAROLI hanno permesso di individuare cinque persone che si sono rese responsabili dell’affissione di questi manifesti.

 

Quattro di loro sono ampiamente noti alla DIGOS e già con precedenti di Polizia perché coinvolti in indagini su formazioni che nella Capitale, negli anni scorsi, si sono rese responsabili di attentati incendiari e dinamitardi, quali le  “FAC – Formazioni Armate Comuniste”, i “N.A.C. – Nuclei Armati per il Comunismo” e le Cellule di Resistenza Proletaria”, quest’ultima ha rivendicato numerosi attentati incendiari perpetrati dal 2007 al 2010 in danno di concessionarie FIAT e sedi di partiti.

In particolare, a breve inizierà il processo a carico di uno dei soggetti denunciati per l’affissione perché ritenuto appartenente alle “Cellule di Resistenza Proletaria”.

 

All’esito delle indagini, il 1^ ottobre u.s., nelle prime ore della mattina, operatori della Sezione Antiterrorismo della DIGOS hanno eseguito perquisizioni delegate dalla locale Autorità Giudiziaria,  nei confronti delle 5 persone, nel corso delle quali è stato sottoposto a sequestro materiale documentale ed informatico, tutt’ora al vaglio di questa DIGOS, nonché sono stati acquisiti importanti riscontri sulla responsabilità dell’affissione.

 

Uno degli indagati, in particolare, aveva una copia del manifesto in questione affissa nella propria abitazione. In questa casa, è stata altresì rinvenuta l’attrezzatura per coltivare la mariujana, nonché una modica quantità di stupefacente. L’uomo e la sua compagna sono stati altresì denunciati per violazione sulla normativa degli stupefacenti.

 


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