A Mistica due vini al servizio del prossimo

di Pino Liberotti - 12 Luglio 2015

Tempo addietro ho scritto di “Due testimoni” che si aggiravano nel parco della Mistica; mi riferivo a Don Franco Monterubianesi, mitico fondatore della comunità di Capodarco e al Colonnello De Caprio ”il Capitano Ultimo”, combattente di tante battaglie.

viniEntrambi sono a Mistica con le loro realtà, a lottare per gli ultimi, i diseredati (rifugiati, ex-carcerati, persone con diversa abilità, ragazzi di case famiglia) tutti a lavorare la terra o nel forno a fare pane, pizze o focacce, nei Laboratori del cuoio e del ferro per cercare di vivere con il proprio lavoro.

Non poteva mancare in questa oasi di natura e di agape: il buon vino. Ma a Mistica non ci sono le vigne e si coltivano solo ortaggi.., Ed ecco allora che il vino è arrivato lungo il Sentiero della responsabilità: per l’Agricoltura Capodarco, viene dalle colline dei Castelli romani.

Si tratta per la cooperativa Capodarco di un rosso (sangiovese e Montepulciano) idg –bio, denominato: “Don Franco-Rosso del Fondatore” (il quale ci ammonisce:sognare da soli è soltanto un sogno, sognare insieme è l’inizio della realtà.Il miglior modo per raccogliere ottimi frutti e sem inare amore”)
E per l’associazione Volontari Capitano Ultimo, di un vino che viene dalle Cantine San Marzano (TA) idg- rosato di negroamaro Salento, denominato: “L’Occhio del Falco Astore” (vino di speranza. La purezza, la qualità e la bellezza di una preghiera di strada che crea sopravvivenza.)

L’acquisto di questi vini consente di sostenere e di far lavorare persone emarginate e sostenere lo sforzo dei cooperatori.

Perciò l’invito è a bere moderatamente due vini di qualità e al tempo stesso di dare un contributo generoso per il nostro prossimo.


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