A Natale regaliamo cultura

Bruna Fiorentino - 6 Dicembre 2020

Fa senz’altro bene alla salute, non ha controindicazioni e migliora la vita. Stiamo parlando di pillole di benessere, da prendere quando ci pare, senza limiti di età né di razza o cittadinanza.

L’acquisto, va bene anche on line, di un libro, un gioco istruttivo, un abbonamento a teatro, una tessera della libreria più vicina a casa vostra sono regali utilissimi per la crescita del singolo e per la società in cui viviamo.

D’altronde, i mali del mondo sono infezioni causate dalla mancanza di cultura, ossia di educazione, ossia di sapere.

Non è solo un modo di dire per scrivere un pezzo. Sopra la porta della biblioteca di Tebe, che risale al XV sec. a.C., si tramanda ci fosse questa scritta: “Qui è la medicina per l’anima”.

Un’abitazione non si distingue dai mobili che l’arredano, ma dai libri che vi trovi. La famiglia che ci vive è un nucleo composto da persone che possiamo considerare cellule di una società perennemente in conflitto con i problemi della disoccupazione, le guerre, l’inquinamento, la politica, insomma l’esistenza di ogni giorno. Il celebre regista Woody Allen disse “Leggo per legittima difesa” e ne siamo convinti visto che il mondo non è il paradiso di Milton. Nelle famiglie “Un bambino che legge sarà un adulto che pensa”, come ci insegna lo psicologo statunitense Jerome Bruner.

A Natale, dunque, regaliamo cultura, magari un libro che racconta della propria terra, specialmente se è una terra amareggiata dai conflitti di cui sopra. Sarà un contributo per il rilancio, la rinascita, la conferma che certi valori culturali non muoiono, sono stati   soltanto momentaneamente oltraggiati da chi un libro forse non lo ha mai letto in vita sua.

 

Bruna Fiorentino

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