A piazza degli Ontani c’è da ritirare un divano a due posti

Ennesima segnalazione di un residente: l'ingombrante è stato lasciato nel bel mezzo della strada tra due vetture in sosta ed è in attesa dell'Ama
Alessandro Moriconi - 20 novembre 2018

Questa nel filmato è piazza degli Ontani nel Municipio Roma V.
L’andiamo a visitare dopo l’ennesima segnalazione di un residente per un divano a due posti lasciato nel bel mezzo della strada tra due vetture in sosta.

Lo segnalo da una settimana, ci ha detto al telefono in redazione la signora Ilaria C. e da tre c’è un materasso ad una piazza sul marciapiede a pochi metri di distanza.
Un degrado che è di certo la concausa del perché la nostra città è sprofondata negli ultimi posti della classifica che valuta il Decoro, la Sicurezza e la Vivibilità nei capoluogo di provincia.

L’ennesimo abbandono di ingombranti in strada uno delle decine che ad ogni mattina troviamo, quasi sempre accanto ai cassonetti e lì purtroppo rimangono per giorni quando non per settimane. Qui non si tratta di addossare ulteriori responsabilità agli operatori di Ama Spa… Le responsabilità invece andrebbero equamente distribuite tra tutti quelli che all’interno di Ama Spa hanno funzioni organizzative, a partire dai responsabili delle Zone a salire ai vertici.

Occorre anche depotenziare le continue “indecorose trappole ecologiche“ che veri e propri criminali ambientali disseminano INDISTURBATI ovunque. Sul come si possa fare, le soluzioni sono tante, ma chi di dovere non prova neppure ad adottarne una e questo si rivela anche come una vera e propria mancanza di rispetto con quanti oltre a pagare la TARI, conferiscono correttamente i rifiuti, differenziandoli e ricorrendo per gli ingombranti o alle Isole Ecologiche o al Servizio per il ritiro a domicilio.

Eppure forse per eliminare la vergogna di materassi e altri ingombranti in strada basterebbe uno “Squaletto“ che, con personale idoneo, faccia la spola tra il luogo dell’abbandono e l’isola ecologica di riferimento. Si potrà fare? Ci proveranno mai?

Noi semplicemente guardandoci in giro,  pensiamo, forse con irrazionale malizia, che se l’azienda fosse stata di proprietà di uno dei suoi tanti “dirigenti” (si fa per dire) questo sarebbe avvenuto già da tempo.


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