A proposito dei minorenni razzisti di Tor Bella Monaca

Riceviamo e pubblichiamo - 3 Ottobre 2008

A proposito dei minorenni razzisti di Tor Bella Monaca.
Siamo una Compagnia che continuativamente e da 25 anni, con il suo lavoro artistico, teatrale e culturale cerca seriamente di creare una formazione umana proprio a Tor Bella Monaca e in tutto il municipio VIII.
Siamo stanchi di denunciare che qui vige da sempre la più grande delle povertà: la povertà culturale.
I segni di rabbia dei giovani (delinquenza, droga, razzismo, terrorismo) non sono che la reazione, spesso inconsapevole, a quel grande Malessere creato dalle ingiustizie dettate dalle burocrazie politico-clientelari.
Il colonialismo culturale qui è di casa. Gli interventi che, solo da qualche anno vengono attuati, non sono che dei piccoli palliativi fatti passare per grandi soluzioni. Ma il percorso culturale e umano per affrontare il degrado è sostanzialmente diverso.
Vanno rimosse le ingiustizie e premiato quel merito che qui viene penalizzato da decenni, senza che la casta degli intellettuali (i Benigni, i Moretti, i Nicolini, i Placido, gli Scalfaro, ecc.) mai intervenga adeguatamente.
Come possono continuare le riduttive scelte egemoni di burocrazia partitica in zone dove la formazione umana e sociale è indispensabile per arginare il degrado? Ed è possibile e coerente, all’interno di questo contesto, condannare i giovani?
Le istituzioni e gli artisti ossequiosi e privilegiati, organici al sistema, dopo un attimo di ripensamento e qualche dichiarazione di comodo, riprenderanno il loro cammino burocratico e di interesse personale, mentre i giovani delle periferie (terminali spesso inconsapevoli del sistema) continueranno a reagire all’impazzata chiusi e doloranti nel loro malessere e nel disagio sociale.
Per quanti anni ancora dovrà continuare cosi?

Edoardo Torricella, direttore artistico
Compagnia Teatrale Il Gruppo

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