Farmacia Federico consegna medicine

A rischio chiusura il professionale Teresa Gullace all’Alessandrino

In forse lo svolgimento dell'anno scolastico 2012/2013 nell'istituto in via delle Fragole per mancanza di fondi da parte della Regione Lazio
di Maria Giovanna Tarullo - 14 Settembre 2012

Quale alternativa migliore per assicurare un futuro al proprio figlio nel mondo del lavoro, se non iscriverlo ad un corso professionale come operatore elettronico?

Questo avranno pensato i genitori degli oltre 27 ragazzi che, giovedì 13 settembre 2012, si sono presentati puntuali davanti all’Istituto di formazione professione "Teresa Gullace", in via delle Fragole all’Alessandrino, per iniziare il loro percorso scolastico. E invece hanno trovato il cancello chiuso. 

«Non ci sono i soldi per far partire le lezioni, trovatevi un’altra scuola.» Chiara e diretta la risposta del direttore dell’istituto Lorenzo Villani alla reazione incredula dei genitori e dei ragazzi nel momento in cui si sono resi conto della situazione. La scuola professionale dell’Alessandrino quest’anno non riuscirà purtroppo ad attivare i suoi corsi, a causa del mancato finanziamento da parte della Regione Lazio. 

Nella stessa condizione della Teresa Gullace sono anche tutte le realtà cittadine simili. Questo perchè gli istituti professionali non dipendono dal Ministero della Pubblica Istruzione ed il loro coordinamento è affidato al Comune di Roma Capitale che, a sua volta, dipende economicamente dall’ente presieduto dalla governatrice della Regione Lazio Renata Polverini.

Dall’assessorato capitolino alla formazione professionale fanno sapere di non avere alcuna responsabilità sull’accaduto. «Quest’anno – spiegano – pur mantenendo le stesse cifre di finanziamento da parte della Regione, abbiamo avuto un numero piuttosto consistente di pre-iscrizioni. Comprendiamo le esigenze dei cittadini, ma il corso non potrà essere attivato».

Rabbia e sgomento da parte dei genitori dei ragazzi, costretti, senza aver avuto nessun preavviso, ad anno scolastico iniziato, a cercare un nuovo istituto da frequentare. Inoltre, la maggior parte dei ragazzi non supera i quattordici anni e la legge, in questi casi, non sente ragioni: devono andare a scuola almeno fino ai 16.

«E’ assurdo –  commenta un papà – che la Regione non voglia stanziare 150 mila euro. Non possiamo ritrovarci a metà settembre in questo modo. Poi sento in televisione che le imprese del Nord-Est cercano operai specializzati mentre qui bloccano i corsi». Un’altra mamma, protesta: «Ho un figlio disabile con problemi di deambulazione ed è inimmaginabile che certe cose ci vengano comunicate, solo adesso, dopo aver fatto la pre-iscrizione diversi mesi fa. Se non ci stanno a sentire e non risolveranno la faccenda in pochi giorni  protesteremo con tutta la nostra forza sotto il palazzo della Regione»

Intanto, il comitato dei genitori andrà dai carabinieri per denuunciare e farà un esposto alla magistratura. La denuncia sarà indirizzata all’assessore regionale istruzione e politiche giovanili Gabriella Sentinelli, a cui verrà allegata una lettera in cui si incalza la richiesta di riconsiderare la decisione presa e a ricominciare a garantire il diritto alla formazione degli allievi. Copia del documento, poi, sarà fatta recapitare al sindaco Gianni Alemanno e all’assessore alle politiche del lavoro della Provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio.

Adotta Abitare A

Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti