A Roma aree verdi in memoria vittime anni di piombo

Nell'ambito della Giornata per la Legalità Ambientale. Iniziative dedicate a chi finì nel mirino del terrorismo. Il progetto nelle scuole
Redazione - 17 Ottobre 2022

Sensibilizzare i giovani alla memoria delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata degli anni Settanta e Ottanta, per custodirne il ricordo e l’insegnamento. E’ questo l’obiettivo della terza edizione del progetto La giustizia adotta la scuola, promossa dalla fondazione Vittorio Occorsio (sostituto procuratore della Repubblica ucciso nel 1976 dal gruppo terroristico neofascista “Ordine Nuovo”). L’iniziativa mira a coniugare il tema della legalità con quello della sostenibilità ambientale, puntando sulla “memoria rigenerativa”.

In quest’ottica è stata istituita la Giornata cittadina per la legalità ambientale, in collaborazione tra la Fondazione e Roma Capitale, affinché ogni anno vengano organizzate specifiche iniziative per intitolare alle vittime degli anni di piombo aree verdi e parchi urbani.

A fare gli onori di casa, davanti a numerosi studenti, è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri: “Questo progetto dà un contributo importante perché parte dalle scuole che sono il pilastro della nostra società. Avere legato il tema dell’ambiente a quello della legalità credo sia particolarmente opportuno, perché ridurre le emissioni e proteggere i beni ambientali è una delle sfide più importanti del nostro futuro”. Il primo cittadino ha voluto dedicare un pensiero a Vittorio Occorsio: “Gli operatori della giustizia e delle Forze dell’Ordine non devono essere mai lasciati soli. È fondamentale che si costituisca questo tessuto appassionato di coscienza, partecipazione civile e democratica”.

Il progetto “La giustizia adotta la scuola” vede coinvolte oltre 100 istituti d’Italia e si svolge sulla base di un protocollo d’intesa, siglato nel 2020, tra la fondazione Vittorio Occorsio e il Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca. L’idea nasce per approfondire queste tematiche attraverso un nuovo percorso formativo basato non solo sull’interdisciplinarietà e la continuità ma anche su testimonianze dirette. Viene adottata una classe da parte di un tutor – magistrato o componente dell’Arma dei Carabinieri o della Polizia di Stato – per far conoscere a studenti e docenti la vita di una delle vittime e i motivi della sua uccisione. La classe, poi, prepara un elaborato multimediale che ricordi il personaggio studiato. Al termine, gli studenti incontrano i testimoni di quegli anni: familiari delle vittime o magistrati e Forze dell’Ordine che condussero all’epoca le indagini.

All’iniziativa sono intervenuti, tra gli altri, la ministra della Giustizia Marta Cartabia; il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti; il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi; il comandante scuola ufficiali dei Carabinieri, Claudio Domizi; la direttrice della Scuola Superiore di Polizia, Anna Maria Di Paolo; il consigliere per la Legalità di Roma Capitale, Francesco Greco; la consigliera di Roma Capitale Giulia Tempesta; i fondatori della fondazione Eugenio e Vittorio Occorsio; l’attore e regista Fabrizio Gifuni.


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