A Tivoli apre al pubblico il restaurato Tempio di Ercole Vincitore

Il 23 giugno 2011, una parte del più straordinario complesso archeologico monumentale d’Italia riemergerà da 15 secoli di abbandono
Federico Carabetta - 17 Giugno 2011

Il 23 giugno 2011, una parte del più straordinario complesso archeologico monumentale d’Italia, il tempio di Ercole Vincitore a Tivoli, riemergerà da ben 15 secoli di abbandono.

Il suo restauro lungo e complicato è durato tre anni ed è costato 15,5 milioni di euro. D’ora in poi i visitatori potranno vedere la via Tecta, la via Tiburtina coperta da archi, l’Area sacra, il portico da cui gli imperatori Augusto e Claudio celebravano processi ed infine l’Antiquarium con reperti richiamati dai musei Capitolini, palazzo Massimo ed anche dai Musei Vaticani; infine il teatro. Che sarà degno scrigno della cerimonia inaugurale con l’esordio di Eugenio Bennato e Piero Angela che racconterà la storia e le visissitudini del santuario nei secoli, risalendo a quando molto più anticamente era luogo di culto legato al percorso delle transumanze verso il Sannio, percorso che più tardi doveva divenire la via Tiburtina-Valeria (fine IV – inizi III sec. a.C.).

Il complesso architettonico del Tempio di Ercole Vincitore è uno dei più notevoli esempi di architettura romana e uno dei santuari più maestosi costruiti nel Lazio di cui ci pervengono resti di grande fascino e rappresenta anche un punto fondamentale per la storia della tecnica e dell’ingegneria. La sua costruzione viene collocata nell’ arco di tempo tra la metà del II secolo a.C. e l’età augustea. Il tempio visse il suo periodo aureo fino a quando non iniziò la decadenza a causa dell’onerosità della manutenzione. Poi nel VI secolo i Goti di Totila conquistarono Tivoli e venne il lungo periodo dell’abbandono.

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Negli ultimi tre secoli seguirono vari episodi di riutilizzo anche per la disponibilità dell’acqua fornita dall’Aniene, come complesso industriale, deposito di materiale di spoglio, fabbrica d’armi, manifattura della lana, fonderia di cannoni, prima centrale idroelettrica d’Italia ed infine cartiera.

Gli scavi per mettere in luce le altre parti superstiti del santuario non si fermeranno ma proseguiranno con i fondi aggiuntivi del Decreto omnibus. Nelle due navate nord-est troverà posto un incubatore d’impresa per i beni culturali e un laboratorio di restauro per giovani artigiani, come dal progetto vincitore del concorso della direzione regionale del Lazio. E’ stato anche impiantato un orto botanico con piante che rimandano alla classicità, come l’acanto.

L’intervento ha la particolarità di non aver alterato le sovrapposizioni realizzate nei secoli in omaggio all’archeologia industriale ormai storicizzata come spiega la dott.ssa Federica Galloni direttrice regionale, nel suo intervento al ministero dei Beni culturali.

Visite guidate su prenotazione anche notturne ci saranno fino al 7 agosto e al costo di cinque euro. Non è escluso però che vengano prolungate oltre questa data a causa delle numerose richieste già pervenute.


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