

A Colli Aniene la tavola rotonda con Vincenzo ed Enzo Luciani, Luigi e Claudio Polito: dalle prime copie sostenute dalla pubblicità alle battaglie per il territorio, fino al web e al nuovo supplemento PDF
Quarant’anni di giornalismo locale, raccontati attraverso le persone, le battaglie e i cambiamenti che hanno accompagnato la crescita dei quartieri della periferia est di Roma.
È stato questo il filo conduttore dell’incontro “Abitare A: 40 anni di cronache locali”, svoltosi a Colli Aniene e moderato da Domenico Coratella, presidente dell’Università Popolare Michele Testa.
Al tavolo Vincenzo ed Enzo Luciani, Luigi e Claudio Polito, con gli interventi istituzionali degli assessori Sergio Scalia e Maurizio Rossi e le testimonianze di collaboratori, associazioni e realtà del territorio, in una serata scandita anche da alcuni intermezzi musicali.
A ripercorrere le origini è stato anzitutto Vincenzo Luciani, che ha ricordato come l’avventura di Abitare A sia nata in un momento tutt’altro che semplice: lui e Luigi Polito si ritrovarono entrambi senza lavoro e decisero di provare a costruire qualcosa di nuovo.
Il primo numero, uscito a Colli Aniene il 30 giugno 1987, partì praticamente in perdita: gli spazi pubblicitari furono regalati alle realtà più importanti del quartiere per far conoscere il progetto e convincere successivamente i commercianti a sostenerlo.
Dal secondo numero arrivò una prima copertura dei costi, dal terzo il pareggio e poi le risorse necessarie per allargare progressivamente la diffusione del giornale ad altri quartieri.
Una crescita che portò Abitare A a raggiungere, con le diverse edizioni, circa 50 mila copie, estendendosi da Colli Aniene a Centocelle, Alessandrino, Tor Tre Teste, Quarticciolo e Casilino 23, oggi Villa De Sanctis.
La ricerca della pubblicità fu per anni parte integrante del lavoro. Luciani l’ha ricordata anche attraverso una sua poesia, significativamente intitolata “Pubblicità”, che racconta porte chiuse, rifiuti e chilometri percorsi alla ricerca degli inserzionisti, fino al verso: «quanto costosa è la mia libertà».
Accanto a lui, Rosa Valle ha ricordato l’altra faccia di quell’esperienza: la responsabilità amministrativa e l’ansia, soprattutto nei primi anni, di riuscire ogni mese a far quadrare i conti di una piccola società editoriale.
Nel corso dell’incontro è emerso più volte il valore di una testata capace di mantenere nel tempo una presenza fisica nei quartieri.
L’assessore del V Municipio Sergio Scalia, che già alla fine degli anni Ottanta aveva avuto rapporti con il giornale e successivamente vi aveva anche collaborato, ha sottolineato come Abitare A sia riuscito a sopravvivere alla trasformazione dell’informazione locale e all’esplosione dei social, rimanendo una delle poche realtà cartacee ancora distribuite stabilmente sul territorio.
Anche Maurizio Rossi, assessore alla Cultura del IV Municipio, ha evidenziato il ruolo del giornale come “pungolo” nei confronti delle amministrazioni e come spazio capace di offrire un punto di vista diverso da quello della politica e delle istituzioni. Ha inoltre collegato la longevità di Abitare A alla particolare forza dell’associazionismo di Colli Aniene e alla capacità del quartiere di creare comunità.
Un concetto ripreso anche dal presidente dell’AIC, che ha ricordato il ruolo svolto dal giornale nel favorire partecipazione civica, confronto, senso di appartenenza e controllo dell’operato delle istituzioni, oltre che nel sostenere le attività culturali, sportive e commerciali locali.
Nel racconto dei quarant’anni c’è stato spazio anche per la creatività di Luigi Polito, protagonista fin dai primi anni di tante iniziative nate a Colli Aniene: dalle cartoline dedicate agli animali della Cervelletta, vendute per contribuire alle spese della raccolta di firme per la salvaguardia dell’area, fino alle tante idee e iniziative sviluppate negli anni per il quartiere. Una capacità che il figlio Claudio ha definito efficacemente come la sua “generatività”: il continuo mettere in moto idee, iniziative e progetti.
Claudio Polito ha invece portato il discorso sull’oggi, sottolineando quanto impegno, costanza e volontà di fare bene al territorio siano stati alla base delle esperienze nate a Colli Aniene. Uno spirito che ha raccolto e reinterpretato con l’intraprendenza della sua generazione attraverso la Rete d’impresa Colli Aniene, cercando risorse e finanziamenti per trasformare le idee in interventi concreti e arrivando, come ha raccontato, ad assumersi personalmente responsabilità pur di riuscire a realizzarli.
A guidare la tavola rotonda Domenico “Mimmo” Coratella, che ha condotto l’incontro con grande efficacia, riuscendo a dare ritmo a una conversazione ricca di ricordi e testimonianze senza perderne il filo.
Le sue domande hanno accompagnato il racconto dalle origini di Abitare A fino al presente e alle prospettive future, facendo emergere storie, aneddoti e riflessioni dei protagonisti.
A fare da filo conduttore alla serata anche alcuni intermezzi musicali, affidati alla maestra di violino Diana Arshakian e alla sua allieva Martina Moisè. Il programma ha accompagnato i diversi momenti della tavola rotonda con brani di Vivaldi, Mozart, Bach e Rameau, alternando musica e testimonianze in un clima raccolto e partecipato.
Una parte importante della serata è stata dedicata alle battaglie portate avanti insieme ai cittadini.
Tra quelle ricordate, la difesa della Cervelletta, con migliaia di firme raccolte quando ancora era necessaria la presenza di un notaio per autenticarle. Per sostenere anche economicamente quell’iniziativa vennero realizzate e vendute cartoline dedicate agli animali presenti nell’area. Quella mobilitazione contribuì al successivo acquisto pubblico del parco.
Quasi inevitabile anche il ricordo di Mimmo Pietrangeli, figura storica dell’impegno per la Cervelletta, tanto da essere soprannominato “Mimmo Cervelletta”.
Altro capitolo è quello del Parco Alessandrino-Tor Tre Teste, per il quale furono raccolte circa 10 mila firme.
Luciani ha inoltre annunciato che è in preparazione un nuovo volume dedicato ai secondi vent’anni della storia del giornale, dopo il libro già realizzato per il primo ventennio. La presentazione è prevista il 13 novembre in Campidoglio, insieme a un volume dedicato ai 30 anni della rivista di poesia Periferie.
A raccontare come è cambiato concretamente il rapporto con i lettori è stato Enzo Luciani.
Con la progressiva diminuzione delle edicole, la distribuzione del mensile si è trasformata sempre più in una consegna diretta: negozio per negozio, bar, tabaccai e altre attività delle principali strade dei quartieri.
«Non so quanti altri direttori conoscano migliaia dei propri lettori perché gli danno proprio in mano il giornale», ha osservato, raccontando una distribuzione diventata quasi un rapporto personale con commercianti e residenti di Colli Aniene, Tor Sapienza, Alessandrino, Tor Tre Teste, Centocelle, Villa De Sanctis, Collatino e Villa Gordiani.
Un contatto costruito mese dopo mese, anche con chi inizialmente accoglieva il giornale con diffidenza e che, col tempo, ha imparato a riconoscerlo e ad aspettarlo.
Guardando al futuro, Enzo Luciani ha ribadito anche il rapporto con le associazioni locali: le iniziative di quartiere, soprattutto quando gratuite e rivolte alla comunità, continueranno a trovare spazio sulle pagine della testata.
Durante la tavola rotonda è stato presentato anche uno dei progetti più recenti di Abitarearoma.it: il nuovo supplemento mensile in PDF, nel quale una selezione delle notizie pubblicate sul sito viene riproposta con una veste grafica dedicata.
Un esperimento ancora in evoluzione, nato anche dalla consapevolezza che la quantità di notizie pubblicate ogni giorno rischia di far perdere al lettore articoli che meriterebbero invece una seconda possibilità di essere scoperti. Il PDF diventa quindi, nelle parole di Luciani, «un’arma in più per cercare di non far disperdere le notizie».
Nel corso della serata non sono mancati i ricordi dei collaboratori e delle associazioni che negli anni hanno accompagnato la vita del giornale.
Tra le testimonianze, quella di Luigi Matteo, che ha ricordato il sostegno dato da Abitare A per decenni alle iniziative dedicate allo scultore Alfiero Nena e alle attività culturali del territorio.
In chiusura, le associazioni presenti hanno consegnato a Vincenzo Luciani una targa per i quarant’anni di cronache locali, con un ringraziamento per «40 anni di storia, valori e servizi condivisi con la comunità e le associazioni».
Un riconoscimento che ha chiuso simbolicamente una serata nata per ricordare il passato, ma durante la quale si è parlato soprattutto di come continuare.
Perché, dopo quasi quarant’anni, il filo che tiene insieme la carta del 1987, il sito, i social e i nuovi progetti digitali rimane lo stesso: raccontare ciò che accade vicino casa e dare spazio a quelle storie che difficilmente troverebbero posto altrove.
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Perdonatemi vi prego, ma i miei 90 anni appena suonati non mi hanno consentito di venire. E me dolgo. Vedo però dalle foto del prof Luigi Matteo che è stato ugualmente un evento ricco, piacevole, partecipato e speriamo stimolante, pur nell’essenzialità della cornice. Questo puntuale settembrino atteso evento ha nuovamente mostrato come sia sempre viva nei suoi organizzatori storici l’appassionata dedizione nel sostenere ed alimentare questa bella realtà, un’opportunità di offrire generosamente al quartiere quella cultura in tutte le sue espressioni che il quartiere stesso è capace di coltivare. Vorrei ancora dirvi che … ma vi faccio grazia! Federico M Carabetta
Vorrei aggiungere un commento che è più un auspicio e rivolgerlo a chi il giornale lo pensa e lo fa ogni giorno. Vivo a Colli Aniene dal ’90 ed ho visto altre realtà editoriali “locali” nascere e sparire. Mi auguro che Abitare A, con le nuove iniziative editoriali web riesca a non cadere nella tentazione di trasformarsi in un organo di stampa che si allarghi troppo sui temi “generali” (l’economia,l’estero,il lavoro, ecc…) sicuramente importanti ma già inflazionati da testate nazionali,riviste e siti specifici, che a volte creano “schieramenti” i quali ormai vengono vissuti dai lettori più come “tifo” che non come voglia di partecipare (informandosi) alla vita collettiva. Ed il tifo sportivo ormai rasenta la violenza e l’imbecillità. Un augurio di buon lavoro ed un complimento a tutti i “fabbricatori” di Abitare A.