Abolizione del bollo auto

D'Agata: "Stop al bollo auto ma con un aumento minimo del prezzo della benzina"
di Laura Fedel - 1 Ottobre 2009

Il bollo auto continua a rivelarsi una tassa "non digerita" dagli automobilisti e non cessa di far discutere. Recente è, infatti, la proposta di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento nazionale Tutela del Consumatore dell’Italia Dei Valori, che propone l’abolizione del tributo per il possesso dell’automobile.

"Tutti i cittadini italiani – dichiara D’Agata – secondo quanto prevede la Costituzione, pagano le tasse in base alla propria capacità contributiva, concorrendo in questo modo all’efficienza dello Stato e alla spesa pubblica. Si tratta di un dovere civico e di una reciproca solidarietà.

Molto spesso però il contribuente, nel pagare le tasse, si trova di fronte a un labirinto burocratico che lo conducono inesorabilmente a cadere in errore, in ritardi nei pagamenti che hanno sempre lo stesso risultato: sanzioni e more da pagare che vanno ad aggiungersi ai soldi che già devono versare.

Una tra le tasse che sempre più spesso porta il cittadino a sbagliare è proprio quella relativa al possesso dell’automobile. Si tratta di un tributo che è rimasto in vigore solo in Italia e che, invece, negli altri stati europei è stato abolito da tempo. Rappresenta una tassa iniqua in quanto colpisce indistintamente tutti i possessori di automobili in base alla cilindrata e indipendentemente dal loro effettivo valore. Un’auto nuova paga lo stesso prezzo di una fuori serie – una macchina che non è più in produzione.

Anche l’utilizzo non è contemplato nel pagamento; quindi chi usa la macchina solo per le vacanze è svantaggiato da chi, invece, la usa quotidianamente. Per ciò che riguarda il bollo auto, l’errore più frequente è quello di dimenticarsi la scadenza, in quanto – conclude D’Agata – varia a seconda dell’immatricolazione e quindi non è una tassa con una scadenza fissa".

La proposta di D’Agata è quella di sostituire il tributo sul possesso dell’automobile con un leggero incremento sul prezzo della benzina, il che consentirebbe di raggiungere una vera equità fiscale (ciascuno pagherebbe in proporzione in base al carburante consumato) senza nessun problema burocratico di scadenze, calcoli, pagamenti e ricevute. La Regione che per D’Agata dovrebbe dare il via a tale progetto è la Puglia, ai quali candidati per le prossime elezioni regionali, il Dipartimento nazionale Tutela del Consumatore dell’Italia dei Valori, ha già proposto il suo inserimento nel programma elettorale. Per ora è soltanto una proposta, non ci resta che attendere per conoscerne il suo iter.  
 


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