Accendi la luce. Paga la TV – Il rispetto di Gianni – Le puzze di “Gigino ‘o sindaco”

Fatti e misfatti di luglio 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 15 Luglio 2012

Accendi la luce. Paga la TV

"Per recuperare un’evasisone del canone Rai, che viene stimata in circa 600 milioni l’anno – si starebbe studiando a Palazzo Chigi – l’abbonamento verrebbe agganciato alla bolletta della luce. Così nessuno sfuggirebbe più".

Un’idea invero brillante come la luce, ma non certo come i programmi della Rai. Gli italiani, comunque, hanno espresso legittimi dubbi e perplessità. Soprattutto in considerazione di ciò: se io non possiedo apparecchi Rai, perché dovrei pagare il canone se la sera mi accendo la luce per leggere un buon libro e, anche, per andare a fare pipì?

Il rispetto di Gianni

"Le sentenze della Magistratura – ha pronunciato l’ormai storica frase, nel commentare le decisioni adottate dai giudici nei confronti di alcuni dirigenti della Polizia per i noti fatti accaduti in occasione del G8 del 2001 alla "Diaz" di Genova, Gianni De Gennaro – devono essere rispettate".

Certo. Specialmente se, nel condannare alcuni dirigenti di allora della Polizia, hanno invece assolto lui.

Le puzze di "Gigino ‘o sindaco"

"Apriremo le porte dei palazzi – aveva proclamato Luigi De Magistris per convincere i napoletani ad eleggerlo sindaco – per fare uscire il puzzo del compromesso morale e fare entrare il fresco profumo di libertà".

Adotta Abitare A

I napoletani, stranamente, gli hanno creduto e lo hanno eletto sindaco. Ora però, ad un anno di distanza, la città puzza più di prima e nessuno ha ancora avvertito un minimo fresco profumo. Sarà, forse, per le immondizie. Quelle immondizie che "Gigino ‘o sindaco" aveva promesso di eliminare in cinque giorni dalle strade (e invece stanno ancora lì) e di portare con la raccolta differenziata al 70% (e invece ancora ferma al 18%). Senza contare che, dal dicembre scorso, le immondizie napoletane vengono caricate una o due volte al mese, con costi spaventosi, su navi pattumiere fiamminghe per essere smaltite in Olanda e qui trasformate in energia. E allora, però, puzza di immondizie, sì, ma, ancora e sempre, anche di qualcuno di quei compromessi non da poco che "Gigino ‘o sindaco" aveva promesso di buttare fuori a calci dalle porte dei palazzi (compreso, naturalmente, il palazzo comunale). E fresco profumo, sì, ma di euro per quelle aziende olandesi che l’insieme delle varie puzze napoletane allegramente vanno trasformando in lingotti d’oro. 


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