Acea prosciuga l’Arrone per dare acqua a fontane di Roma

Mentre la quantità di acqua dispersa nel sottosuolo è pari al 38% di quella immessa nella rete
Emilio Giacomi - 2 Marzo 2020

L’ ACEA sta realizzando un intervento in corrispondenza del fiume Arrone, consistente in un impianto che determinerà un prelievo di acqua di circa 250 litri al secondo, pari a 22.000 metri cubi di acqua al giorno, e che potrà permettere di fornire una corrispondente quantità di acqua non potabile alle fontane di Roma ed ad alcuni impianti tecnologici.

Il nuovo impianto Acea. Roma nord, località Cesano. Il depuratore Cobis di Acea con in primo piano, l’impianto idrico che fornirà a Roma tutta l’acqua non potabile di cui ha bisogno

 

L’aumento di disponibilità di acqua, peraltro non potabile, che consentirà il nuovo impianto va però comparato con la quantità di acqua che viene dispersa nella rete di distribuzione presente nel territorio di Roma Capitale, estesa per ben 5.400 Km.

La quantità di acqua dispersa nel sottosuolo risulta essere oggi pari al 38% dell’intera acqua immessa nella rete. In ogni secondo risulta infatti essere dispersa una quantità di acqua potabile pari a ben 12.000 litri al secondo.

E’ evidente che intervenire sulle perdite idriche della rete di adduzione acqua, che peraltro riguarda acqua potabile, sarebbe ben più conveniente che intervenire sul fiume Arrone, contribuendo al suo essiccamento.

Ma il contenimento delle perdite della rete idrica adduttrice di ACEA deriva anche da un’altra necessità.

Le acque disperse nel sottosuolo, sia dagli impianti idrici di adduzione sia da quelli fognari, determinano nel terreno fenomeni progressivi di deterioramento,  erosione e dilavamento, i quali possono originare cavità nel sottosuolo e causare processi di crollo di cavità sotterranee eventualmente sottostanti alle reti acquedottistiche e fognarie, presenti in modo diffuso nel territorio di Roma Capitale, dando così origine alla formazione di pericolosissime voragini sul piano stradale sovrastante.

Al fine di mitigare il rischio di formazione di dette voragini, è quindi necessario che l’attività di ricerca delle perdite idriche e di riparazione delle medesime si concentri soprattutto in corrispondenza delle aree in cui è stata accertata la presenza di cavità sotterranee oppure la stessa è stata definita probabile.

A tale riguardo la Sezione romana di Italia Nostra è intervenuta presso ACEA con nota del 13.9.2018 per segnalare le criticità esistenti e sollecitare il contenimento delle perdite idriche nel sottosuolo derivanti sia dalla rete idrica adduttrice sia dalla rete di fognature, fornendo altresì le indicazioni necessarie all’individuazione delle aree in cui la presenza di cavità sotterranee è accertata oppure probabile, sulla base della documentazione ufficiale disponibile.

 

Emilio Giacomi


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