Addio Emilio Sbaraglia

Redazione - 26 Maggio 2020

Al  25 maggio 2020 il quartiere di Tor Tre Teste, dall’inizio epidemia, ha fatto registrare solo 12 infezioni da Covid-19, però purtroppo almeno una di queste è stata fatale ed Emilio Sbaraglia ha lasciato i suoi cari e i tanti amici del quartiere.

Maledettamente l’evoluzione della malattia per Sbaraglia sembra proprio non essere stata “normale”. La riassume così il figlio Claudio.

Questa è la nostra storia..
Siamo di Roma, mio padre (73enne sano come un pesce) si ammala il 13 marzo. Il 18 marzo veniamo a sapere che tutta la mia famiglia era stata a contatto con una persona positiva al Covid.
Prontamente contattiamo il nostro medico di base e il numero verde.
La situazione di mio padre era la più preoccupante visto che aveva la febbre a 38/39 da una settimana, ma ci dicono di non preoccuparci, visto che la febbre scendeva con la Tachipirina.

Fresco Market
Fresco Market

Da quel giorno il nostro medico curante fece molte richieste di tampone fino al punto, per disperazione, di recarsi personalmente all’ASL di competenza, ma senza alcun risultato.
Il 25 marzo riusciamo a farlo ricoverare perché, dopo 12 giorni di febbre a 38/39 e 0 tamponi eseguiti, la saturazione era scesa a 88 (avevamo chiamato il 118 anche un paio di giorni prima, ma si erano rifiutati di venirlo a prendere perché la saturazione era ancora buona).
Dopo aver passato la notte su una sedia del Pronto Soccorso, finalmente gli hanno fatto 2 tamponi (negativi) e solo dopo un paio di giorni gli hanno fatto il lavaggio dei bronchi con esito, purtroppo, positivo.
Il 29 marzo, ci comunicano che l’avrebbero intubato in via precauzionale… dopo svariati giorni di stabilità, il 10 aprile ci comunicano che avevano tentato la procedura di ventilazione spontanea… purtroppo il giorno seguente ci comunicano che era peggiorato e che era stato nuovamente intubato.

Il 12 aprile ci comunicano il decesso. Ad oggi, nessuno ha mai fatto il tampone né a noi familiari né a mia madre cardiopatica!!!
Non so se mio padre si sarebbe salvato, se solo gli avessero fatto il tampone quando abbiamo chiamato il 18 marzo e non avessero tardato tanto prima di iniziare a curarlo, so solo che sono triste ed arrabbiato allo stesso tempo.

 

La redazione e personalmente mio figlio Enzo, mia moglie Rosa ed io partecipiamo al grande dolore per la scomparsa di una persona mite e benvoluta da noi e da tutti nel suo quartiere di Tor Tre Teste.


Commenti

  Commenti: 3

  1. Annarita Pellegrini


    I nonni e i genitori di Arianna esprimono il loro dispiacere per la scomparsa di nonno Emilio, sempre attivo e presente per le necessità delle nipotine. Sarà difficile, ora , passare quotidianamente davanti all’edicola di Emanuele e non vederlo insieme agli altri. Ci mancheranno la sua cordialità, la sua simpatia e la sua allegria. Rimpiangiamo di lui la spontaneità e il carattere scherzoso. Di nonno Emilio conserveremo un bel ricordo.
    Annarita Pellegrini


  2. Mi dispiace molto per la perdita di Emilio, anche se non lo conoscevo. La mancanza di sollecitudine nell’intervenire per curarlo mi spaventa e preoccupa. La nostra sanità non capisco se manca di sollecitudine quando ha davanti un paziente anziano o se lo fa con tutti. Sono molto preoccupata , perchè anche io sono anziana (69 anni). Spero di non ammalarmi. Faccio tante condoglianze alla sua famiglia.

Commenti