Addio, Michela Murgia, donna coraggiosa ed esemplare

Oggi 12 agosto 2023 alle 15,30 nella chiesa degli artisti a piazza del Popolo in Roma si terranno i funerali
Francesco Sirleto - 12 Agosto 2023

Oggi 12 agosto 2023 alle 15,30  nella chiesa degli artisti a piazza del Popolo in Roma si terranno i funerali di Michela Murgia.
A 51 anni, sconfitta (ma non vinta) da un male implacabile, ci ha lasciato una donna coraggiosa ed esemplare (e non solo per l’universo femminile), che ha affrontato con determinazione le asperità della vita e l’astuzia perversa del male che l’ha condotta alla morte; una scrittrice per la quale la letteratura non era un linguaggio in sé conchiuso e fine a se stesso, oppure una sorta di “brodaglia del cuore” (espressione non mia ma di  Hegel) da cucinare senza passarla al vaglio della ragione (“Va dove ti porta il cuore” senza chiederti perché), bensì un formidabile strumento di conoscenza della realtà e delle sue più inique contraddizioni; uno strumento di denuncia e di cambiamento dello stato presente delle cose.

Della vita di Michela Murgia è essenziale ricordare la sua formazione cattolica, l’essere stata insegnante di religione, l’aver fatto mestieri “moderni” e precari, che non consentono ai giovani di programmare un futuro, di essere stata un’ostinata combattente per i diritti delle donne e delle minoranze sfruttate ed emarginate, di essere stata costantemente bersagliata e insultata da ignobili individui proprio a causa delle sue idee, di non essersi mai arresa di fronte alle ingiustizie e alla protervia dei suoi avversari, di aver sempre professato, senza timori, il suo antifascismo.
E, infine, il suo essere orgogliosamente sarda, cioè della stessa terra che diede i natali ad Antonio Gramsci e ad Enrico Berlinguer, i quali sicuramente avrebbero apprezzato e condiviso la sua concezione del nesso inscindibile tra arte ed educazione, tra letteratura e politica. Una concezione propria di un altro grande intellettuale non sardo: Pier Paolo Pasolini.

La sua scomparsa è una grave perdita per tutta la nazione, una nazione che sta attraversando un bruttissimo periodo di involuzione, caratterizzato da un nuovo e squallido asservimento della cultura al potere politico.

Della sua opera vorrei ricordare solo il suo primo libro nel quale sono contenuti tutti i temi e le modalità stilistiche e comunicative che caratterizzeranno l’intera sua produzione: “Il mondo deve sapere”, nel quale ha raccontato, in chiave satirica, la realtà degli operatori di telemarketing all’interno del call center di un’importante multinazionale (Kirby Company), descrivendo lo sfruttamento economico e la manipolazione psicologica a cui sono sottoposti tali lavoratori precari. Dal libro è stata tratta un’opera teatrale e la sceneggiatura del film “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Massimo Ghini.

Ci mancherai, Michela.


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  1. RITA D’Andrea


    Bell’articolo, complimenti Francesco!!! Un’analisi nitida e sapiente di una grande scrittrice e di una grande donna che certamente non dimenticheremo.

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