Addio tempi di sorrisetti – Buongiorno e buonanotte – Il caffè dell’Anna Maria – La verità oltre i santi

Fatti e misfatti di novembre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 24 Novembre 2011

Addio tempi di sorrisetti

"La Francia – ha di nuovo pronosticato l’agenzia di rating "Moody’s" – è lì lì per perdere la sua "tripla A" che sta a testimoniare della sua soddisfacente situazione economico-finanziaria".

Dicono che, a conoscenza di questo pronostico, il Presidente francese Nicolas Sarkozy abbia improvvisamente smesso di elargire sorrisetti a destra e a sinistra, su questo e su quello. Dicono, addirittura, che non sorrida più, poverina, neppure alla sua innocente piccola nata Giulia.

Buongiorno e buonanotte

"Il Governo Monti – ha dichiarato Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università cattolica dal 2002 fino alla recentissima nomina a Ministro dei Beni culturali – è qui a segnare il risveglio dei cattolici in politica".

Buongiorno, allora, ai risvegliatisi cattolici in politica. Ma buonanotte, di nuovo, all’Italia.

Il caffè dell’Anna Maria

"Che cosa pensa – è stato chiesto al neoministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri – del suo predecessore Maroni?" "Gli offrirò – è stata la risposta – un buon caffé".

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Poi però, chiacchierando chiacchierando, il neoministro dell’Interno ha tra l’altro rivelato che lei, spesso, si addormenta al volante. Un buon caffè, allora, sarebbe meglio che – oltre ad offrirlo al suo predecessore Maroni – lo offrisse a se stessa ogni volta si accinga a guidare l’auto.

La verità oltre i santi

"Pierferdinando Casini – dopo avere conosciuto di essere stato chiamato in causa insieme al segretario e al tesoriere del suo Udc, per lo scandalo delle "mazzette Enav-Finmeccanica", nelle dichiarazioni rese ai magistrati dall’imprenditore Tommaso Di Lernia – ha così replicato: "Chi ci accusa non è Santa Maria Goretti".

Sarà sicuramente che l’imprenditore Tommaso Di Lernia non abbia mai avuto i requisiti per poter essere annoverato, insieme con la Santa Maria Goretti, nella celeste schiera dei beati, delle vergini e dei martiri. Ma il punto non è questo. Il punto è se la chiamata in causa di Pierferdinando Casini e dei vertici dell’Udc – venga da un diavolo o da un santo – abbia un fondamento reale oppure no. Prefiguri un reato oppure no. Sia, perlomeno, da confidare in confessione oppure no. Presupponga, insomma, una severa giusta pena laica e, nel contempo, una remissione del peccato con migliaia di Pater, Ave e Gloria. Ma Pierferdinando Casini, nella sua replica, questo punto ha scelto di non toccarlo. Si è limitato soltanto a proclamare che l’imprenditore Tommaso Di Lernia non è Santa Maria Goretti. Ma verrà mai il tempo in cui si sentirà di proclamare che Santa Maria Goretti – al di là, anche, dello scandalo delle "mazzette Enav-Finmeccanica" – sono invece lui, il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa e il tesoriere Giuseppe Naro? 


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