Affissioni, si commissari anche l’Ufficio condoni edilizi

Lo suggerisce il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci
Riceviamo e pubblichiamo - 21 Novembre 2011

Mentre parte la campagna per la presunta eliminazione di 1.000 impianti pubblicitari sul territorio comunale, che è ancora la classica goccia nel mare, continuano ad essere sotto controllo da parte dei vigili urbani di Roma Capitale in luogo della Finanza che apparirebbe più corretto i locali di Via Ostiense, dove sono conservati i materiali relativi alle pratiche, alle autorizzazioni, alle sanzioni.

Le rimozioni attuali, che andranno avanti fino alla fine dell’anno con squadre operative ogni giorno, stanno a dimostrare come prima d’ora la Giunta Alemanno avesse deciso di fare da spettatore: dopo aver incoraggiato le installazioni in città tramite la famigerata delibera 37/09, si guardava bene dal comminare le sanzioni pur previste per gli impianti e per le aziende di affissione ed osservava passivamente tanto lo scempio perpetrato ai danni della città che le denunce provenienti dalla cittadinanza. Il Sindaco, dopo quasi quattro anni di non governo passati a fare regali alle aziende di affissione, comprese quelle in odor di criminalità organizzata, è stato costretto a muoversi sulla base della tragedia di Via Tuscolana. Almeno non si limiti all’ennesimo spot fatto più per le tv che per la città: si discuta e si approvi la delibera d’iniziativa popolare che giace in Campidoglio e si mettano a punto i bandi pubblici necessari per rendere il settore trasparente, selezionando pochi operatori a cui affidare anche la bonifica della città, ponendo fine all’anomalia romana dei 404 operatori del settore che renderà vane anche le azioni di oggi, con altri obbrobri che continuano a spuntare.

Sempre se il Sindaco intende davvero andare oltre la propaganda, infine, prenda atto che c’è almeno un’altra parte dell’Amministrazione di Roma Capitale che solleva altrettante perplessità nella sua azione: si tratta dell’USCE (Ufficio Speciale Condoni Edilizi), che tiene bloccate per anni richieste di condono che hanno dell’incredibile. Nel Parco dell’Appia Antica in questo modo si permette di sopravvivere a speculazioni incivili e indecorose, impedendo in molti casi l’azione del Municipio, come nell’eclatante caso di Posta nel borgo, una villa abusiva con una richiesta di condono assurda giacente dal 2004 ancora lì. Abbiamo più volte richiesto, in alternativa, o il commissariamento o di permettere agli Uffici tecnici municipali di rigettare le richieste di condono palesemente strumentali, ma Alemanno non ci ha mai risposto nemmeno su questo…

Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI


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