Agenzia comunale per le adozioni e l’affidamento

Approvata il 6 aprile dalla maggioranza di centrodestra. Duro attacco di Mori al centrosinistra
di Thèodore Guida - 8 Aprile 2009

La maggioranza di centrodestra del XX Municipio, lunedì 6 aprile, ha approvato la proposta di delibera sull’agenzia comunale per le adozioni e l’affidamento elaborata dal consigliere capitolino Patrizio Bianconi, vice presidente della VI commissione cultura, sport e politiche giovanili del comune di Roma. A comunicare la notizia è stato il vice-capogruppo del PdL al XX municipio, Giorgio Mori.

L’esponente del PdL ha commentato la notizia polemizzando su alcune prese di posizione della sinistra capitolina: “il nostro municipio ha recepito il significato della proposta del consiglier Bianconi con maggior attenzione rispetto al I municipio, governato da una sinistra, quella dei salotti buoni, ancora ideologicamente barricata su quegli stessi pregiudizi che, altrove, avevano visto scoppiare le polemiche sulla proposta del ‘cimitero dei feti’, da noi votata come precursori nella capitale”.

Il 9 marzo del 2009, infatti, era stata approvata l’ordinanza che prevedeva l’allestimento di un’apposita area, nei cimiteri del XX municipio, per la sepoltura dei feti dei bambini non nati. Il cosidetto “cimitero dei feti”. In quel caso esponenti del Pd protestarono perché ritenevano tale provvedimento un’iniziativa antiaborto, nata con l’obiettivo di generare senso di colpa nelle donne che, per un motivo o per l’altro, decidessero di abortire. Secondo Giorgio Mori, dare una possibilità ad una donna di non abortire, sapendo che il suo bimbo, se lei non potrà occuparsene, potrà contare sull’agenzia comunale per le adozioni e l’affidamento, viene etichettato dalla sinistra come un asservimento alla Chiesa, mentre dare dignità e sepoltura ad un corpicino mai nato, viene rappresentato come un attacco alla libertà femminile. La legge 194, dice che “lo Stato garantisce il diritto alla procreaazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.

Secondo Mori, però, ogni volta che si tenta di dare risposte nuove alla cattiva interpretazione della legge 194, ci si imbatte in accuse di oscurantismo, confessionalismo e clericofascismo. Lo stesso ha poi concluso il suo intervento lanciando l’ultima bruciante frecciata ai suoi avversari politici: “qui si trova, in tutta evidenza, la causa dell’assenza di futuro politico di una sinistra solo formalmente rinnovata, ma ancora sostanzialmente aggrappata ad ancestrali ricordi sessantottini.”


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