Agostini: “Per Campidoglio gazebo anti-Covid sono come camion bar”

Il segretario regionale del Lazio di Articolo Uno: "Assurdo fare pagare l'occupazione di suolo pubblico alle farmacie che li allestiscono per i test rapidi antigenici"
Redazione - 25 Novembre 2020

“La decisione del comune di Roma di fare pagare l’occupazione di suolo pubblico alle farmacie che allestiscono gazebo per i test rapidi antigenici è incomprensibile. Sembra che a pagare la tassa siano anche le stesse farmacie comunali: società del comune che pagano il comune, assurdo. Un’ottusità burocratica se pensiamo che molte farmacie, per rispettare il distanziamento sociale e la salute di tutti i cittadini, predispongono una piccola struttura all’esterno, garantendo un percorso separato dove si effettuano i tamponi. Servirebbero procedure snelle, autorizzazioni rapide e a costo zero per chi mette a disposizione questo servizio essenziale per non intasare drive-in e strutture sanitarie. Ci sono società private che offrono gratuitamente i gazebo, infermieri e medici che mettono a disposizione professionalità e tempo per identificare casi sospetti di Coronavirus e il Comune di Roma chiede soldi alle farmacie per posizionare un luogo essenziale alla salute dei suoi cittadini? In Campidoglio sanno che lì dentro si offrono cure e prevenzione e non panini e birre?”.

Così, in una nota, il segretario regionale del Lazio di Articolo Uno, Riccardo Agostini.


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