AIDDA (Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti di Azienda) e le politiche di genere

Un incontro, un dialogo con Michela Di Biase
Redazione - 31 Ottobre 2020

Le politiche di genere viste con gli occhi delle donne, imprenditrici e dirigenti di azienda, assumono connotati e colorazioni affascinanti e per niente scontate.

La terza legge della dinamica afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, ma quando si parla di donne, con le donne, tra le donne, questa legge non è più verificabile, perché nell’universo femminile la reazione è necessariamente maggiore e non uguale.

Nel corso della storia innumerevoli sono gli esempi di quanto appena affermato ed a riprova basta andare con la memoria nel proprio passato personale per comprendere come le donne possano sviluppare una reazione decisamente maggiore rispetto alla forza della prima azione (purtroppo bisogna anche dire che in alcuni casi non per mancanza o incapacità ma per impossibilità e condizionamento alle donne sia negata la possibilità di esprimere le proprie idee e di dimostrare la propria forza).

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Giovedì 29 ottobre, grazie ad un incontro promosso dall’associazione AIDDA  Lazio questa capacità di reazione è saltata letteralmente fuori dagli schermi (l’evento era organizzato on line) mostrando chiaramente a quanti erano collegati una capacità di reazione e di azione non comprensibile se non attraverso lo sguardo e la personalità delle donne.

Organizzato da AIDDA Lazio, era collegata anche la presidente nazionale, ed introdotto da Diana Theodoli Pallini (presidente AIDDA Lazio), l’incontro verteva sulla possibilità che il Recovery Fund avrebbe offerto alle politiche di genere; media partner l’Agenzia di stampa DIRE che con la collaborazione ed il ruolo di moderatrice di Nicoletta Di Placido ha permesso una diffusione anche sui canali social oltre che dell’associazione anche della stessa agenzia di stampa.

Un dialogo, un incontro di progettazione, un inizio di percorso che ha visto coinvolte le socie di AIDDA e Michela Di Biase (consigliera della Regione Lazio) sempre molto attenta, volitiva ed impegnata nelle politiche di genere in uno scambio di spunti di riflessioni, di problematiche legate alla contingenza, di difficoltà dovute all’emergenza e di proposte per il futuro.

Chiaro, quasi accecante un punto è risaltato su tutti: in una fase così drammatica come quelle nella quale siamo immersi quando si interpellano donne che rivestono ruoli apicali nell’imprenditoria o nell’industria e si chiede loro di parlare di politiche di genere, tutte, mettendo da parte il genere trattano dei problemi comuni alle loro aziende ed attività, tutte parlano delle difficoltà in quanto imprese, non solo imprenditrici donne, tutte cercano una soluzione per salvaguardare le posizioni lavorative di tutti i loro dipendenti non privilegiando, per genere, nessuno.

Ecco la reazione maggiore rispetto all’azione prima: le donne hanno bisogno di operare con le politiche di genere per riuscire ad arrivare, per richiedere un aiuto all’inizio, per uscire da un patriarcato millenario; poi, però, appena ne hanno la possibilità pensano e progettano per poter offrire a tutti le stesse possibilità senza alcuna distinzione.

Sentendo parlare alcune esponenti e socie di AIDDA si è avuta la sensazione di parlare con persone che, avendo sperimentato sulla propria pelle la discriminazione si stiano impegnando affinché altri, altre, non la provino.

Attenta alle richieste e interessata nelle riflessioni e nelle possibili riposte Michela Di Biase ha mostrato quanto la Regione Lazio stia già operando nell’aiuto concreto alle imprese del territorio ed alle donne, ha proposto di considerare questo appena svolto un inizio di percorso per aiutare le donne imprenditrici e dirigenti d’azienda a concertare insieme nel miglior modo le future azioni della regione ed ha enucleato le azioni che, come donna e politica, ha intenzione di intraprendere per poter rendere effettivi e fruibili gli stanziamenti che attraverso le politiche di genere saranno disponibili.

L’incontro che avrebbe dovuto vertere sulle sole politiche di genere ha compreso molte altre tematiche tutte riconducibili alle possibilità offerte da parte delle istituzioni di creare opportunità imprenditoriali, aiutare nei primi passi le donne, certamente, ma anche permettere loro di realizzare azioni concrete nello sviluppo imprenditoriale del territorio. Gli esempi portati durante l’incontro hanno mostrato come le capacità manageriali delle donne possano essere applicate in moltissimi campi e come essere possano essere messe a disposizione della collettività. La sensazione che si è avuta è che, dopo un primo momento inziale nel quale evidentemente le donne subiscono discriminazione (qui saranno fondamentali le politiche di genere e le azioni politiche volte alla loro realizzazione), poi possano esprimere al meglio le loro capacità compiendo azioni utili a tutti.

Una sorta di sorellanza allargata anche all’altra metà della Luna (le donne posso permetterselo!).


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