Al via il progetto “Occhi in rete”

Un'iniziativa di Roma Capitale e Polizia di Stato per la sensibilizzazione di genitori e studenti sui pericoli di internet
Enzo Luciani - 21 Febbraio 2013

Sensibilizzare genitori e ragazzi sui pericoli che invadono il mondo di internet. Questo l’obiettivo del progetto "Occhi in rete", promosso da Roma Capitale, in collaborazione con la Polizia di Stato e il patrocinio del Ministero della Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che punta alla diffusione di una maggiore consapevolezza dei rischi della rete, con un percorso di educazione digitale per l’utilizzo responsabile del web, pensato su misura per le nuove generazioni.

Saranno 3000 gli studenti degli istituti superiori romani, insieme a 600 genitori, che verrano coinvolti nell’iniziativa della durata di 4 mesi, circa venti incontri didattico-formativi, dove un équipe composta da psicologi, esperti di informatica e operatori della Polizia saranno pronti ad operare per istruire i giovani ad un uso consapevole degli strumenti di socializzazione virtuale (e-mail, social networks, chat, forum e blog).

“Occhi in rete” vuole, inoltre, spingere i genitori ad avere un ruolo più attivo nella sicurezza dei propri figli, fornendo loro alcuni semplici consigli che vanno dalle procedure per segnalare eventuali abusi a come attivare le impostazioni per la protezione della privacy a seconda delle fasce d’età e a conoscere la pericolosità dei siti internet.

Dar Ciriola asporto

«Internet e i suoi strumenti sono i mezzi più utilizzati dalle nuove generazioni e in costante evoluzione – dichiara Sveva Belviso, vice sindaco di Roma – Occhi in Rete vuole favorire un uso consapevole e sicuro del web, aiutando non solo i giovani a riconoscere e ad evitare potenziali rischi collegati al mondo digitale, ma anche i loro genitori spesso ignari dei pericoli di internet. Uno dei fenomeni di distorsione nell’utilizzo improprio del web è il così detto cyberbullismo – continua Belviso – un reato che negli ultimi anni ha visto coinvolti in fatti drammatici giovanissime vittime. Infatti, 4 minori su 10 sono testimoni di atti discriminatori online verso coetanei: il 67% per diversità fisiche, il 56% per quelle sessuali, il 43% perché stranieri. Ciò che è più allarmante, inoltre, è che il 72% degli adolescenti intervistasti ritiene che il cyberbullismo sia uno dei fenomeni più pericolosi perfino rispetto alla droga, al rischio di molestie da parte di un adulto, o al contrarre una malattia sessualmente trasmissibile».

Mentre il direttore del Servizio Polizia Postale Antonio Apuzzese afferma: "L’uso della rete ha assunto un ruolo centrale nella vita di ognuno di noi. Internet costituisce una risorsa fondamentale soprattutto per i giovani per i quali ormai rappresenta un’occasione di crescita sia culturale che sociale, uno strumento di aiuto nello studio e nella ricerca di nuove informazioni. Questa realtà – conclude Apruzzese – richiede che i ragazzi sappiano usare internet in maniera critica e sicura".


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