Alemanno chiude l’anagrafe e scrive ai cittadini

Il sindaco di Roma aderisce alla protesta contro i tagli del Governo agli enti locali
di Alessandra De Salvo - 16 Settembre 2011

La manovra correttiva appena varata dal Governo non convince i cittadini né i loro amministratori. L’Anci, Associazione Nazionale dei Comuni italiani, ha registrato l’adesione dell’ 85% dei comuni allo sciopero dei sindaci svoltosi il 14 settembre. "Siamo alle soglie di un grave conflitto istituzionale” ha dichiarato il vicepresidente dell’Anci, Graziano Delrio, “che può essere sanato solo se a breve il governo riconvocherà tavoli che consentano di prendere decisioni non unilaterali sul futuro del Paese, come è successo fino a oggi". Alla protesta hanno partecipato indistintamente sindaci di destra e di sinistra.

A Roma il sindaco, Gianni Alemanno, ha messo in atto la sua protesta chiudendo personalmente l’ufficio Anagrafe e Stato civile. Si è trattata di una chiusura simbolica perché l’ufficio ha comunque continuato a lavorare durante la giornata di protesta. Per spiegare le ragioni del suo atto, il sindaco ha scritto, e distribuito in strada, una lettera ai romani. La stessa lettera è stata inviata via e-mail ai cittadini iscritti ai servizi online del Comune di Roma.

Di seguito vi proponiamo il testo integrale della lettera.

Carissimi cittadini, oggi ho comunicato al Prefetto e al Ministro dell’Interno che Roma Capitale non è più in grado di garantire i servizi ai cittadini.

Come è stato deciso dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) chiuderò simbolicamente l’ufficio Anagrafe e stato civile come stanno facendo quasi tutti i miei colleghi Sindaci.

Si tratta di una forma di protesta molto forte, alla quale i Comuni italiani sono arrivati perché, fino ad ora, non sono riusciti a far cambiare in modo significativo una manovra economica necessaria ma troppo pesante per le istituzioni territoriali.

Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e difendere i vostri diritti.

Infatti, fino a quando sarà possibile, tutti i servizi saranno garantiti grazie allo sforzo della struttura comunale.

Adotta Abitare A

Oggi non è più possibile, perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.

Ogni anno i Comuni portano soldi alle casse dello Stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Queste risorse si perdono in mille rivoli, mentre noi veniamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi.

Ho deciso di scrivervi perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che Roma Capitale e l’ANCI stanno facendo non è una polemica politica o una rivendicazione istituzionale.

Al contrario, il nostro obiettivo è solo quello di trovare un accordo, un nuovo accordo con il Governo per rendere le nostre città e il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili.

Per ulteriori informazioni, potete consultare il sito www.anci.it".

Un cordiale saluto

Il Sindaco di Roma
In qualità di Ufficiale di Governo
Giovanni Alemanno


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