Alemanno motociclista per la sicurezza

Enzo Luciani - 14 Luglio 2011

La sera del 10 luglio il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha effettuato dalle 23 un sopralluogo, con la propria motocicletta, nelle zone della città interessate dal fenomeno della prostituzione per verificare la reale entità del problema.

Rispetto alla prostituzione Alemanno ha constatato che le sole ordinanze e multe non bastano e che per intervenire in quelle aree dove c’è un addensamento della prostituzione sarebbe necessaria una legge che definisca reato la prostituzione in strada.

Il primo cittadino ha posto l’attenzione anche sulla scarsità di agenti in giro per la città. "Per due ore di giro intenso – ha dichiarato – abbiamo visto soltanto due volanti della polizia e una pattuglia dei carabinieri. Io credo che ci sia la necessità di maggiori risorse, di più straordinari. Credo che le forze dell’ordine debbano avere le spalle coperte – ha insistito Alemanno – e anche di questo parlerò al ministro degli Interni".

"L’impegno del sindaco e del Comune non bastano – ha ammesso – Ci vuole lo Stato e una città come Roma, che è anche Capitale nazionale, deve essere difesa dallo Stato. Siamo andati avanti, c’è più sicurezza in questa città, ma non vogliamo tornare indietro. Noi vogliamo Roma sicura – ha concluso il sindaco – e la vogliamo garantire a tutti i cittadini".

Polemiche dal pd secondo cui Alemanno si sarebbe accorto troppo tardi dei problemi della città. “Alemanno – ha dichiarato il consigliere del Pd Dario Nanni membro della commissione sicurezza del Comune di Roma – sembra Alice nel paese delle meraviglie. Dopo tre anni e mezzo scopre che il fenomeno della prostituzione necessita di leggi aggiornate e che le ordinanze sono solo carta straccia. Quindi si è guardato in giro e ha scoperto che a Roma ci sono pochissime volanti della Polizia e dei Carabinieri. Cosa ormai nota e denunciata più volte dai sindacati di polizia e dall’opposizione ma sottovalutata dal Campidoglio. Eppure era stato Alemanno e i rappresentati del suo governo che gridavano in campagna elettorale contro il lassismo e il buonismo del centrosinistra a Roma e nel paese. Sindaco e ministro leghista dell’interno erano in prima fila a tuonare contro la politica poco determinata, a dir loro del centrosinistra in materia di criminalità comune e organizzata. Tutti hanno chiesto a gran voce la scesa in campo di sceriffi, militari e ronde di cittadini organizzati. Oggi la destra a Roma e il Sindaco si scoprono nudi di fronte alla pochezza della loro azione e all’insorgere di una criminalità sempre più sfrontata“.

Ironico anche Andrea Sgrulletti, segretario Pd del Municipio VIII: “Non occorre montare in sella e girare Roma per un paio d’ore per accorgersi che le ordinanze che, con grande clamore, il sindaco annunciò all’inizio della sua infelice esperienza amministrativa, hanno fallito ogni obiettivo. Basterebbe prestare ascolto alle parole chiare che a tal proposito hanno speso tante e diverse realtà associative, a partire dalle rappresentanze sindacali delle forze di Polizia, passando per le associazioni che si occupano di tale fenomeno, fino ad arrivare al Pd”.

“Nel Municipio VIII, in particolare – continua Sgrulletti – il fenomeno della prostituzione in strada, un tempo limitato ad alcuni tratti molto periferici di via Collatina e via dell’Acqua Vergine, oggi dilaga su tutta via Prenestina, mentre sulla via Casilina ve ne è traccia già a Grotte Celoni, noto capolinea dell’Atac. Anche via di Rocca Cencia è interessata dal fenomeno, il quale è evidentemente gestito su larga scala da imponenti organizzazioni criminali. Evidenza che chiama le istituzioni non solo ad un maggiore controllo del territorio, ma anche e soprattutto ad un serio lavoro sul contrasto del fenomeno della tratta e all’impostazione di programmi di informazione, istruzione e cultura, per limitare sul medio-lungo periodo il numero di ‘clienti’ che, secondo un’elementare legge di mercato, è ciò che rende davvero difficile il contrasto del fenomeno”.

“Anche sulla presenza delle forze dell’ordine nella periferia di Roma – conclude Sgrulletti – è servito il vento in faccia preso sulla moto a svegliare il sindaco dal torpore? Non bastavano i dati del Silp Cgil? Un agente ogni 1850 abitanti nel Municipio VIII contro uno ogni 219 nel Municipio I? Non bastava l’inchiesta de “Il Messaggero” del 7 novembre 2009, a proposito delle condizioni di lavoro nel commissariato Casilino Nuovo, ultimo avamposto della polizia di stato a Roma sud? In questi tre anni il sindaco si è sempre limitato a risposte burocratiche, come quelle a proposito della chiusura del presidio di polizia a Tor Bella Monaca; o al silenzio, come sulla segnalazione della decisione di spostare altrove l’unità radiomobile dei carabinieri che prestava servizio notturno. Se pensa di recuperare il consenso perduto con questi spot, ha capito davvero male l’aria che tira”. 

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Guarda il video del sopralluogo in moto di Alemanno


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