Alla scoperta delle metodologie didattiche dei Paesi Baltici

Lo scambio culturale degli insegnanti del Liceo “Maria Immacolata” di Centocelle
Maria Chiara Cocciolo - 4 Luglio 2022

Nell’ambito del progetto Erasmus+ “Think Global, Act Digital”, finalizzato alla formazione di studenti e insegnanti nell’ambito della scuola digitale, si è tenuta la mobilità verso la Lituania di una delegazione dell’Istituto paritario “Maria Immacolata” di Centocelle, con l’obiettivo di condividere la propria esperienza didattica.

L’agenda delle attività ha previsto la visita della suggestiva e virtuosa cittadina di Raseiniai, nella regione di Kaunas, contea lituana di antica storia e tradizione sita a nord di Vilnius, verso il Mar Baltico. Insieme alle delegazioni scolastiche provenienti dalla Romania, coordinatrice del progetto, dalla Turchia, dalla Spagna e dall’Olanda, i nostri docenti hanno avuto la possibilità di affinare le nuove pratiche legate all’educazione digitale e alla didattica ibrida condotta attraverso gli – ormai imprescindibili – strumenti tecnologici. Un laboratorio per insegnanti che ha stimolato il confronto con altre culture ed altri sistemi scolastici, condividendo insieme spazi di sviluppo professionale e di pratiche didattiche.

Nel contesto della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus, in cui più che mai è risultato esiziale non riuscire ad includere tutti i ragazzi e le rispettive famiglie nella vita scolastica “a distanza”, il processo di apprendimento è emerso come fondamentale per contribuire all’edificazione della Cittadinanza europea, dunque transnazionale, e democratica. Per raggiungere un’istruzione e una formazione realmente inclusive è necessario oltremodo raggiungere quelle competenze necessarie per una partecipazione attiva alla società.

In un’era digitale così rivoluzionaria e innovativa, l’impatto di questa sofferta pandemia, vissuta e patita da tutti, ci ha posto di fronte a nuovi interrogativi, divenuti sfide impellenti a cui rispondere con baldanza e un tocco di intraprendenza. Eppure, tale nuovo paesaggio esistenziale ha fornito nuove opportunità alla scuola. Giacché perseguiamo il motto latino dell’omnia in bonum, ovvero, dobbiamo cercare di reperire in tutte i frangenti di vita e di lavoro quella particella di bene così difficile da vedere, possiamo dispiegare in campo tutti quei dispositivi tecnologici, per ridurre distanze e fornire all’insegnamento supporti migliori per arrivare a tutti e rendere più accessibile lo studio.

Tecnica sì, ma sempre con umanità! Il rapporto diretto e fisico, quando possibile, rimane necessario anche in un momento pressante di sfide globali.

Poiché, inoltre, attraverso l’utilizzo di strumenti e metodi digitali e tecnologici si può fornire un apprendimento aperto arrivando a tutti gli studenti, senza distinzione di distanza fisica, non bisogna tuttavia tralasciare la vicinanza emotiva e il supporto umano che deve sempre assicurare il corpo docente. Le risorse digitali rappresentano un validissimo aiuto per un approccio multiculturale e inclusivo; esse contribuiscono a creare pratiche didattiche, ma soprattutto educative, aperte, in un contesto-classe socialmente articolato, e a ridurre la lontananza digitale in panorami famigliari e sociali in cui non esiste la stessa possibilità di accesso allo studio, e dunque alle tecnologie stesse. Per tali ragioni, dunque, è necessario irrobustire il contesto educativo e scolastico europeo per rafforzare la pedagogia della docenza, affinché divenga più inclusiva e coinvolgente possibile.

Insieme a tutte le componenti della scuola che ci ha accolto – la “Girkalnio pagrindine mokykla” –, e guidati dalla coordinatrice prof.ssa Vaiciuliene, è stato possibile misurarsi con metodologie maieutiche innovative, esperendo con mano e mouse piattaforme digitali per condurre una lezione dialogica con tutti gli studenti in classe e i loro personali curricula per ogni peculiare bisogno formativo. È stato, perciò, anche emozionante poter essere ricevuti, quali attesi graditi ospiti, dal sindaco di Raseiniai, per meglio venire a conoscenza delle politiche cittadine e dei progetti nazionali indirizzati all’istruzione e alla scuola in favore di digitalizzazione.

L’ambiente digitale di apprendimento scolastico, previsto dall’organizzazione scolastica lituana, è divenuto esempio per una realtà italiana in cui le classi “digitali” si stanno sviluppando sempre più. In tale contesto, porsi domande e trovare soluzioni per l’insegnamento nel mondo del futuro è, ormai, di categorica imperatività.

Tale momento di condivisione e scambio ha reso inoltre possibile imparare l’uso dei supporti di digitalizzazione per i programmi e i contenuti educativi: ogni singola presentazione ed illustrazione delle delegazioni partecipanti, difatti, ha condotto tutti i presenti attraverso software, portali, applicazioni, video animati e materiali di differente natura, atti a diminuire le distanze e ad implementare le piattaforme online nel campo dell’istruzione. Senza preconcetti aprioristici, si è vissuto un proficuo e galvanizzante scambio sull’educazione digitale mirante alla totale e piena inclusione sociale di tutti gli studenti, di tutti i professori e di tutto il personale scolastico, alla luce di questa esperienza post-pandemica.

Ad ora, è più che mai necessario garantire la partecipazione in classe o in remoto di ogni tipologia di studenti e mettere a dimora parole e azioni – come in un rigoglioso giardino – che ci portino a migliorare sempre lo studio e l’insegnamento.

 

Serenella

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