Alla vigilia dell’anniversario del rastrellamento del Quadraro e delle elezioni di Roma

Promemoria per chi ha governato e per chi si propone di cambiare rotta
di Angelo Tantaro - 20 Marzo 2013

Lasciando alle spalle Porta Furba e l’Acquedotto Felice, passando sotto quello che una volta si chiamava Arco Primavera e scorrendo per la discesa che incrocia il Quadraro, uno degli ingressi, il più importante, del X Municipio.
Il Quadraro non ha più l’odore della borgata, né l’inquieta realtà raccontata da Pasolini dove tra le strade del quartiere, ambientò il disperato «Mamma Roma».

Il Quadraro resta diviso a metà, dilaniato dalla via Tuscolana, a destra il Quadraretto, l’INA Casa e Cecafumo a sinistra il Quadraro vecchio con il suo tributo di sofferenza per una storia che quest’anno, il 17 aprile, compierà il 69° anniversario del rastrellamento delle SS di Kappler che iniziò nell’aprile del ’44, con 947 deportati. Negli ultimi anni, nell’ex cinema Folgore in via dei Quintili, ora chiesa evangelica coreana, uno dei deportati, Sisto Quaranta rievoca il sacrificio del popolo del Quadraro.

Il cinema Quadraro nel 1960Ma il Quadraro è ancora in lotta per una riqualificazione partecipata della zona. Si pensi proprio all’ex-cinema Folgore che il Comune, il VI e il X Municipio, governati da una Sinistra mediocre che ha affidato alla Destra il governo della capitale, non sono riusciti ad acquistare per destinarlo a una casa della cultura e della memoria; si ricordi lo stabile abbandonato da più di 40 anni, l’area verde di via dei Treviri e via Sagunto. Vogliamo ricordare in questa occasione che il piano particolareggiato prevedeva una biblioteca nella ex casa dei ciechi in via Cincinnato 20 angolo con via Columella e che per questo è stato fatto decadere il progetto e oggi, lo stabile in rovina, sembrerebbe occupato da privati e non si capisce bene da chi e con quale diritto e perché nessuno intervenga. Come è possibile che nessuno prenda provvedimenti, nonostante le continue denunce, per i tetti di amianto in mostra in via Cartagine proprio davanti alla ASL, e ancora, perché tutte le strade sono sudice con mondezza, carte, bottiglie di birra abbandonate che rotolano per la strada, cartelli abusivi, muri imbrattati, suolo pubblico occupato abusivamente e le poche fioriere messe al posto delle piante che contengono resti di bottiglie di plastica e buste.

Arriva la primavera… quella della resistenza romana e per festeggiare l’Officina Culturale Via Libera di via dei Furi per domenica 24 Marzo organizza Quadraro a colori, cittadini che amano il proprio territorio rinverdiranno le aiuole e le fioriere abbandonate dagli amministratori che furono eletti con i nostri voti. Gli stessi che non hanno mai sentito l’esigenza, nonostante più volte richiesto dal popolo, dell’affissione di una targa commemorativa in via Tuscolana, altezza civico 792 per ricordare dove era il cinema Quadraro, Comando delle truppe naziste durante l’occupazione e luogo importante di aggregazione ricreativo e culturale del dopoguerra.

Cittadini orgogliosi si battono per la riqualificazione del territorio e non sono più alla ricerca di chi la pensi come loro ma di chi faccia qualcosa per il proprio quartiere. Proprio come la guerra partigiana, allearsi con tutti al solo scopo di sconfiggere la sciatteria e il precariato per la mancanza di un riferimento adeguato su cui poter contare per battere l’incuria della cosa comune.

Nella foto il cinema Quadraro nel 1960. Subito dopo abbattuto per far posto a un edificio altissimo che nulla ha a che fare con il quartiere


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  Commenti: 1

  1. Luciano Muratori


    Non mi piace la retorica ma se vogliamo capire l’oggi non possiamo fare a meno di considerare ieri,
    quando il Quadraro non si sottrasse alla resistenza al Nazifascismo e vide in prima linea molti dei suoi abitanti,mentre qualcun altro stava a guardare,finita la guerra chi combatte’ fu messo da parte e si riaffacciarono quelli che si erano nascosti,con la loro tracotanza e presunzione da inetti, cominciarono a occuparsi della cosa pubblica,il Quadraro fu abbandonato a se stesso,gli inetti cominciarono a pensare piu’ al loro interesse privato che alla cosa pubblica,in nome di quella resistenza che altri avevano fatto,si accreditavano senza averne nessun merito,ora basta,chi vuol continuare a parlare del Quadraro e della sua storia mostrasse le credenziali per farlo,altrimenti taccia per sempre.Luciano Muratori.https://sites.google.com/site/ilpartigianoprimianomuratori/

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