Allagamenti cabine elettriche in via Angelica Balabanoff

Ad ogni forte acquazzone l’acqua, immancabilmente, invade, anche le cabine per la distribuzione elettrica Acea. Che fare per evitare il grave inconveniente?
di Federico Carabetta - 6 Novembre 2011

Accade in via Angelica Balabanoff che ad ogni acquazzone di una certa copiosità succeda che l’acqua, immancabilmente, invada, tra l’altro, anche le cabine per la distribuzione elettrica Acea. Di conseguenza i circa 900 appartamenti della ex Cooperativa Aurora ’82 rimangono senza la corrente.

Qui non si tratta di problemi irrisolvibili come le esondazioni del vicino fiume Aniene o come i trabocchi delle acque dai tombini che affliggono periodicamente quasi tutto il quartiere: nel nostro caso sarebbe sufficiente spostare in superficie le cabine che attualmente sono ubicate nel sottosuolo. Eppure, non si capisce il perché, dopo tanti anni e il ripetersi di questo fastidioso incomodo, la soluzione sembra ancora lontana dalla soluzione.

Nel 2008, l’allagamento si è ripetuto per ben due volte, esattamente il 22 maggio e il 16 dicembre. Vi furono disagi gravissimi perché l’energia elettrica fu ripristinata solo dopo più di 48 ore.

Il più recente di questi ricorrenti episodi è accaduto di recente, nella terza decade di ottobre 2011, quando l’acqua fuoruscita dai tombini ha invaso anche tutte le rimesse auto sotterranee. Questa volta però, come spesso avviene in queste circostanze, la mattina successiva al temporale, in pochissimi minuti l’acqua è tornata nelle fogne e le cabine si sono presto svuotate dall’acqua dissolvendo il timore di lunghe attese con il ripetersi gli incomodi degli anni passati.

Nei giorni successivi sono iniziate a pervenirci però numerose mail. L’ultima di queste (che rispecchia le precedenti) è firmata Donato P. Questi lamenta i disagi anche gravissimi e i danni passati e prevedibili futuri derivanti da questa avversità che diventa anno dopo anno sempre più frequente.

Il ricorrente ripetersi dei fatti, con le conseguenti mancanze di corrente, specie con i tempi che corrono, sono infatti grandemente dannosi per le piccole e grandi scorte alimentari di frigoriferi e congelatori che vanno perdute. C’è poi il grosso disagio per chi abita ai piani più alti degli edifici per il blocco degli ascensori, disagi che diventano talvolta drammatici quando coinvolgono persone anziane, magari ammalate che non riescono a sottoporsi alle assistenze ambulatoriali o addirittura quando si tratta di handicappati.

Nel 2008, ci ricordano alcuni residenti nel comprensorio della Cooperativa Aurora ’82, si formò un piccolo comitato che cercò di trovare soluzioni al problema e richiamò pure l’attenzione dell’Acea sforzandosi di individuare anche le sue eventuali responsabilità.

L’Acea (è sempre il racconto dei residenti) si offrì di rifare tutto l’allaccio elettrico purché si fosse costruito un apposito manufatto, questa volta a un livello superiore e quindi fuori pericolo. Per motivi che non siamo stati in grado di conoscere la trattativa non ebbe seguito.

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Ora che si è ripetuto quanto già verificatosi più volte negli anni passati, chi si assumerà il compito di riprendere le trattative con l’Acea e azzerare il problema? Prima che si sia costretti ancora una volta a fare il computo degli eventuali danni a persone e cose?


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