Allarme pini. Benvenuti: “Un patrimonio ambientale a rischio a Roma per la cocciniglia”

Il Presidente di Ecoitaliasolidale: "Anche i lecci di Villa Borghese a rischio per il cerambyx cerdo"
Redazione - 2 Novembre 2020

“A differenza degli anni passati ad oggi vi è una presenza fuori controllo della “cocciniglia tartarugata”, nome scientifico è Toumeyella parvicornis, sugli alberi più caratteristici della Capitale, il Pinus pinea, il pino comune. Rispetto al 2018 quando vi erano solamente alcune tracce della cocciniglia ora è diffusa in tutte le alberature della città proprio a causa della mancanza di adeguati trattamenti fitoterapici, fenomeno che mette a rischio l’intero patrimonio forestale cittadino. È l’allarme che da tempo stiamo lanciando per difendere il patrimonio ambientale della Capitale.”

È quanto dichiara  in una nota Piergiorgio Benvenuti, responsabile della Consulta Ambiente di Forza Italia a Roma e Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale.

“Da una limitata presenza – prosegue Benvenuti – della cocciniglia tra Mostacciano e la Laurentina nel 2018 si è passati ad una larga diffusione nell’intera città, diventando una vera e propria emergenza con l’80% dei pini colpiti. Ora ci si domanda come mai il  Servizio Fitosanitario regionale non ha emanato le linee guida, come mai l’amministrazione capitolina guidata dalla Sindaca Raggi è rimasta inerte rispetto a tale diffusione, senza mettere in campo adeguati contrasti,  “trattamenti endoterapici” che avrebbero potuto arginare il fenomeno, salvando le alberature.

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In tutta Roma, parchi e giardini inclusi, i Pinus pinea sarebbero 120.000 e quindi una diffusione della cocciniglia metterebbe a rischio, in assenza di adeguate e tempestive soluzioni, ben un terzo del totale delle alberature presenti nella Capitale.

C’è di più, è a rischio anche il patrimonio arboreo della storica  Villa Borghese, non solamente per il Pino,  ora anche per  i lecci colpiti dalla presenza  di un coleottero, il Cerambyx cerdo che di fatto crea delle cavità nel tronco sino a far morire le piante. Anche in questo caso –ricorda Benvenuti- servirebbe un adeguato monitoraggio per verificare costantemente il diffondersi dell’insetto.”

“Non vorremmo che grazie all’incapacità dimostrata in questi anni dall’attuale amministrazione Raggi – prosegue Benvenuti – la Capitale oltre al pericolo dei rami e degli alberi crollati perché non adeguatamente potati deve subire anche l’attacco della “cocciniglia tartaruga” per la mancanza di un trattamento di contrasto che doveva essere programmato già da due anni, o nel caso di Villa Borghese di un ulteriore insetto per i lecci.  Ai nostri appelli che da tempo stiamo lanciando l’unica cosa che  è evidente,  l’inerzia ed il silenzio da parte dell’amministrazione guidata dalla Sindaca Raggi.”


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