

La comunità Ebraica di Roma fa appello "perché tutte le forze politiche esprimano la loro condanna unanime"
Due anni fa, il 7 ottobre 2023, il mondo assisteva all’orrore: l’attacco di Hamas ai kibbutz israeliani, la strage di famiglie, le urla, il sangue, il massacro del Supernova Festival.
Una data che ha segnato la storia recente e che, nella Capitale, oggi si carica di un significato profondo, tra memoria, tensione e paura.
In città il clima è pesante, la vigilanza altissima. Non solo perché quella ferita è ancora aperta, ma perché negli ultimi giorni Roma ha vissuto episodi che hanno riacceso la fiamma dell’odio.
Dopo il corteo pro Palestina di sabato scorso — finito con momenti di tensione —, scritte antisemitiche sono apparse sulle saracinesche dei negozi kosher a Marconi.
Segnali inquietanti, che hanno spinto le forze dell’ordine a blindare l’intera città. Sotto controllo l’area del Ghetto, ma anche tutti i luoghi simbolo della comunità ebraica: sinagoghe, scuole, centri culturali e negozi.
L’obiettivo è chiaro — prevenire ogni gesto di provocazione, garantire la sicurezza e proteggere la memoria.
La commemorazione ufficiale delle vittime del 7 ottobre si terrà domenica 12 ottobre, rinviata di qualche giorno per rispetto della festività di Sukkot.
Sarà una cerimonia di raccoglimento e riflessione, alla presenza di rappresentanti istituzionali e politici. Ma già da oggi Roma si prepara come a un banco di prova per la sua tenuta civile.
Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, in un post su X, ha lanciato un appello forte e diretto:
“Il 7 ottobre avremmo voluto unirci in raccoglimento con la società civile, per ricordare le vittime dell’attacco di Hamas e pregare per il ritorno degli ostaggi. Davanti al ritorno di un antisemitismo che non si vergogna più di mostrarsi, la Comunità Ebraica di Roma fa appello a tutte le forze politiche perché condannino con fermezza ogni forma di odio e le istituzioni assumano provvedimenti concreti.”
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.