Alt alla cinica lobby delle armi – Il risveglio tardivo del nobile Ministro – Se Niki cadesse da cavallo come Paolo di Tarso… – ‘Mille e una notte’ e ‘un centesimo a cartella’ – Le sorprese degli ‘scandagli’

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 15 Dicembre 2012

Alt alla cinica "lobby delle armi"

"Di fronte alla nuova sparatoria che ha ucciso venti bambini e sei insegnanti in una scuola del Connecticut – hanno mostrato le immagini – il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, è scoppiato a piangere e ha promesso di erigere un possente argine alla facile diffusione delle armi in tutto il Paese".

Umana commozione e nobile promessa. Peccato però, molto verosimilmente, che dovrà subito riprendersi dalla prima e dimenticarsi della seconda. Perché la potentissima "lobby dei fabbricanti di armi", anche dopo la nuova terribile strage, non ha invece versato neppure una lacrima. E, anzi, ha sorriso di fronte all’istintiva formale promessa del "suo" Presidente. "Suo" non solo nel senso buono istituzionale, ma soprattutto "suo" prigioniero in qualche modo condizionato. Così come avvenuto con ogni altro Presidente del passato. Ma il Natale è ormai alle porte. Chissà che, tra i pacchi del Babbo dalla barba bianca, non spunti finalmente fuori un bel pacco con un secco alt, scolpito nella pietra, alla potentissima e cinica "lobby delle armi".

Il risveglio tardivo del nobile Ministro

"Quando si è saputo che i giudici indiani se ne sarebbero andati beatamente in ferie, fino al primo gennaio prossimo, senza prima esprimersi sul "caso" dei due nostri "marò" – si è fatto conoscere dalla Farnesina – il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha fatto partire la minaccia per cui, se Massimo La Torre e Salvatore Girone non torneranno subito a casa, ci saranno "conseguenze negative sull’impegno internazionale nella lotta contro la pirateria e nelle missioni di pace all’estero"".

Il Ministro degli Esteri – esattamente il marchese, conte, barone, cavaliere del Sacro romano impero Giulio Maria di Sant’Agata – si è, dunque, destato dal suo sontuoso letto a baldacchino, si è signorilmente stiracchiato tutti i suoi quarti di nobiltà e, prima di sorbire la colazione a base di thé e pasticcini nonché consultare l’agenda dei suoi quotidiani impegni mondani, si è imrpovvisamente ricordato che due semplici miliziani al servizio dello Stato se ne stavano ingiustamente ristretti, da ben dieci mesi, nelle lontane Indie. Di qui, dunque, il suo "marchesale" e "contesco" sconcerto e la sua "baronale e cavalleresca" ira. Legittimi, finalmente, perché, soprattutto, istituzionali. Legittimi, ma, purtroppo, tardivi. Nettamente, anzi, fuori tempo massimo. Mentre invece, nel frattempo, l’Italia ha confermato tranquillamente, all’India, la consegna di dodici elicotteri "Aw 101", entro il pattuito inizio del 2013, senza alcun problema e alcun ritardo. Serietà italiana e insolenza indiana? Può darsi. Sicuramente, in ogni modo, è che gli affari sono affari. E tutto il resto è nulla.

Se Niki cadesse da cavallo come Paolo di Tarso…

"Su aborto, eutanasia e tutela della famiglia legittima – ha ripetuto, con forza, Benedetto XVI – non è possibile transigere".

E adesso, povero Pierferdinando Casini? Adesso, pover’uomo, come farà più ad ipotizzare un’alleanza – preelettorale o postelettorale – con una sinistra all’interno della quale molto sa già di poter contare un Niki Vendola il quale ha idee e propositi diametralmente opposti a quelli di Benedetto XVI su aborto, eutanasia e famiglia legittima? Al povero Pierferdy, comunque, resta sempre una speranza: che il Niki, cadendo da cavallo come Paolo di Tarso, improvvisamente si converta. Molto difficile, però. Non foss’altro per il fatto che il Niki a cavallo non ci va proprio e non sta mostrando alcuna intenzione di volerci andare in futuro.

"Mille e una notte" e "un centesimo a cartella"

"Tre giorni da "Mille e una notte" – hanno pubblicizzato gli Emirati arabi su "Il Giornale" – a soli 500 euro: un’occasione per tutti".

Gli Emirati arabi, geograficamente abbastanza vicini all’Italia, ne sono però molto lontani come conoscenza della situazione socio-economica attuale. Non immaginano che oggi, da noi, "solo 500 euro" non costituiscono un’occasione neppure per due terzi almeno della popolazione. Che, perciò, le centinaia di migliaia di disoccupati, di precari, di pensionati al minimo saranno costretti a trascorrere tutti i giorni delle prossime feste, e non solo tre, "un centesimo a cartella". A casa, davanti alla "tombola", a un panettone e ad uno spumanate "scamuffo".

Le sorprese degli "scandagli"

"I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria – su richiesta dei magistrati di Milano i quali stanno indagando sull’utilizzo illecito dei rimborsi elettorali ottenuti dai partiti alla Regione Lombardia – hanno finora "scandagliato" nei conti del Pdl e della Lega Nord".

Che cosa è uscito fuori da questo "scandaglio"? Di tutto e di più. E, cioè, scontrini di spese personali le più varie e le più inverosimili. Ma anche terribilmente significative. Come, ad esempio, l’invito a cena di una ventina di persone, da parte di un consigliere, in un ristorante che meglio non avrebbe potuto chiamarsi: "La mangiatoia". Oppure l’acquisto, da parte di un altro consigliere, di un notevole quantitativo di "lecca lecca" che, molto probabilmente, gli saranno serviti per esercitarsi nell’arte di tenersi buono il segretario del suo partito. Ora, comunque, non resta che attendere l’esito degli "scandagli" della Finanza nei conti e negli scontrini degli altri partiti. Ma anche da questi "scandagli" – è già filtrato – ne stanno uscendo fuori di tutti i colori. Davvero consolante. 


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