Altaroma: ottima chiusura per il Cda uscente

Svecchiata, rinvigorita e al massimo della forma, la manifestazione chiude l’edizione invernale con la fine del mandato ufficiale del Cda in carica e un bilancio assolutamente in positivo
di Eleonora Cianfrini - 30 Gennaio 2013

Termina così la XXI edizione di Altaroma, tra gli applausi ai modelli gipsy-chic di Camillo Bona e la fine del mandato triennale del Cda di Silvia Venturini Fendi. In eredità, a chi nei prossimi mesi si insedierà ai vertici della società, un bilancio in positivo nonostante le avversità degli ultimi 12 mesi e un calendario pieno di eventi. La kermesse di moda capitolina ha finalmente trovato il posto che le calza a pennello tra le fashion week europee.

Da manifestazione alla deriva e data quasi per spacciata nel corso degli ultimi anni Altaroma è risorta dalle sue ceneri, diventando non solo la rappresentazione dell’alta moda nostrana grazie all’apporto dei big, ma soprattutto un contenitore di novità. Si è ormai concretizzata la volontà di Silvia Venturini Fendi di fare della manifestazione una finestra capace di affacciarsi sul mondo dei nuovi talenti.

Applauditissimi anche quest’anno i vincitori dell’ormai noto concorso “Who’s on next”, Suzanne Susceptible, Marco Bologna e San Andres Milano, concorso che si è rivelato un trampolino di lancio formidabile e che negli ultimi anni ha consacrato alla gloria della stampa nazionale nomi del calibro di Stella Jean. Anche ai giovani stilisti dell’Accademia di Costume e Moda è stato dato il giusto rilievo con la consegna del premio" Irene Brin 2013" a Roberta Andreetti, ex allieva della scuola e attualmente designer delle calzature Gucci.

Tra le creazioni dei big a chiudere la kermesse le ispirazioni africane di Antonella Rossi, la lady retrò e upper-class di Camillo Bona, con capelli raccolti in morbidi chignon e abiti di un’eleganza nuova, creativa, una libertà dalle costrizioni, splendidi capolavori di sartoria in chiave gitana. E ancora le cuciture tridimensionali al silicone di Tony Ward, la moda principesca di Abed Mahfouz e le sete ispirate alla Cina del VII secolo di Jamal Taslaq che porta sulla catwalk i simboli dell’imperatrice Wu Zhao. Uccelli del paradiso, pavoni e farfalle su gonne, corsetti e merletti.
 


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