Altaroma tra magiche notti, pizzi da sogno e spose gay

Riflettori puntati sulle sfilate capitoline, da Jack Guisso a Renato Balestra passando per la moda più attuale di Giada Curti
di Eleonora Cianfrini - 11 Luglio 2011

Passerelle davvero calde per Altaroma e non solo per le alte temperature di questi giorni. Eppure nonostante le polemiche che hanno infiammato la vigilia dell’evento il buon senso a poco a poco ha riportato sulla scena i veri protagonisti di questa settimana capitolina della moda, gli abiti che verranno, quelli delle nuove collezioni A/I 2012, meravigliosamente cuciti dalla fantasia dei loro creatori.

Al complesso monumentale Santo Spirito in Sassia il libanese Jack Guisso propone una collezione ispirata ai colori della terra e del cielo, abiti che disegnano sirene dei nostri tempi. Dal delicato acqua marina al beige, bronzo, rosso mattone, fino al nero, colori impeccabili declinati in modelli da giorno e da sera, tra lungo e corto, all’insegna di un’eleganza moderna che racchiude in se’ il richiamo a un’atmosfera antica di rarefatta bellezza. I capi fasciano il corpo, ne seguono le linee in maniera assolutamente femminile e seducente, grazie ai preziosi intrecci e ai pizzi e ricami che modellano le forme. Il tutto impreziosito da nastri di velluto, micro pailletes e tessuti luminosissimi a formare morbidi drappeggi, all’insegna di uno stile neo romantico eppure assolutamente attuale.

Ma la passerella è un meccanismo in dinamico divenire. Non si ha molto tempo da dedicare alle riflessioni di rito e così dai colori morbidi di Jack Guisso il passo è breve per arrivare al duro contrasto in bianco e nero di un altro grande couturier. Jamal Taslaq, palestinese di nascita e romano d’adozione ha saputo nel corso degli anni portare nella Capitale le intense atmosfere della sua terra, il magico oriente. Tra linee raffinate, forse non del tutto innovative seppur dagli insoliti tagli décor, e musiche evocative che esaltavano la suggestiva location del giardino nell’Ambasciata di Palestina, l’atmosfera era davvero magica. Le sete, i taffetà e i pizzi delle sue creazioni scivolano lungo il corpo. Gli abiti da sera e gli applauditissimi abiti da sposa protagonisti assoluti, ma anche completi dalla chiara allure casual, o un semplice pantalone nero con una camicia di seta impalpabile hanno saputo accendere la notte, nel giardino affollatissimo e in evidente over-booking, con finale a sorpresa grazie ad abiti nei colori dell’arcobaleno, simbolo degli esordi dello stilista.

Ancora oriente nelle creazioni del siriano Rami Al Ali che ha aperto la quarta giornata di Altaroma in una torrida domenica mattina nella splendida Sala Lancisi a Santo Spirito in Sassia, tra tessuti lussuosissimi e preziosi, ricami e cascate di cristalli su verde smeraldo, rosso rubino, bronzo e nero, i colori con cui ha voluto omaggiare Roma e che sono un forte richiamo ai suoi monumenti, alle albe e ai suoi tramonti di oro e viola.

Art déco e libertà sessuale sono stati invece i temi dominanti della collezione della 32enne Giada Curti che ha fatto sfilare spose gay tra satin e organza anni ‘30 e ha reso omaggio a Tamara de Lempicka. Location d’eccezione la scala barocca di Rampa Mignanelli, già sede della boutique romana della stilista.
La Curti, che notoriamente ama stupire, aveva già vestito le sue modelle di abiti e attualità con la sua collezione anti-stalking che ha sfilato nella precedente edizione di Altaroma. La moda come un vero e proprio misuratore sociale insomma. La Curti insieme alla milanese Raffaella Curiel, signora della moda italiana allieva di Pierre Balmain, sono state le uniche donne in passerella quest’anno.
Chiuderà la XVIII edizione dell’haute couture romana invece Renato Balestra con la sua collezione A/I 2012 stasera alle 21,00 nel meraviglioso Teatro di Villa Pamphilj.

Foto 1) Creazione di Jack Guisso. 2) Giada Curti.


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