Ama sotto accusa

Duro scambio di opinioni sul tema della gestione dei rifiuti nella Capitale da parte dell’azienda
di Mariangela Di Serio - 20 Febbraio 2013

Continuano le polemiche legate al problema dei rifiuti a Roma. A quanto pare le casse dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nella Capitale sono praticamente vuote. Non solo, alcuni mezzi sono rimasti fermi nei depositi perché manca il gasolio, e soprattutto, la cosa più allarmante è che anche gli stipendi di giugno sono a rischio, mentre l’assicurazione per i mezzi di raccolta dei rifiuti, camion e furgoncini, anziché per l’intero anno, sarebbe stata pagata soltanto fino a maggio.

Anche i servizi dell’Acea e le forniture dei materiali per estendere il nuovo modello di raccolta differenziata negli altri municipi sono a rischio.

Insomma una situazione davvero catastrofica che Alfredo Ferrari, vicepresidente della Commissione Bilancio del Comune di Roma,  ha denunciato come “Il totale il fallimento del sindaco Alemanno sulla gestione delle municipalizzate. E ora, dopo Atac, tocca all’Ama. Ma Alemanno è avvisato fin da adesso: non pensi di compensare le incapacità amministrative con la svendita del patrimonio immobiliare.

Abbiamo chiesto più volte venisse fatta chiarezza sul perimetro dell’azienda che si occupa dei rifiuti, dalle sue potenziata alla reale situazione debitoria. Sono arrivate sempre rassicurazioni che ora si mostrano palesemente false, come recupero di circa 20 mln di euro da evasione fiscale o, peggio ancora, come gli ipotetici vantaggi che Ama avrebbe avuto dalla cessione in suo favore dell’ex Centro Carni.

Un’operazione, quest’ultima, che oltre ad essere un flop per l’azienda ha sottratto un’area alla valorizzazione pensata per i cittadini. Della fallimentare politica gestionale targata Alemanno – continua Ferrari- ora ne pagano le conseguenze i lavoratori, che vedono a rischio lo stipendio già da giugno, e i cittadini, con una raccolta rifiuti rallentata e disorganizzata. A ben vedere, quello che il centrodestra è riuscito a fare, è stato solo tutelare gli interessi personali dei vertici dell’azienda. Di questo il Sindaco dovrà risponderne. Intanto presenterò una interrogazione urgente all’assessore all’ambiente, Barbara Barbuscia, e all’assessore al Bilancio, Carmine Lamanda, affinché chiariscano quanto avvenuto all’interno di Ama SpA”.

Immediata la replica da parte dell’ Ama: “Le notizie allarmistiche su Ama riportate oggi da un quotidiano romano sono destituite di qualunque fondamento”.

Lo affermano il direttore generale e il presidente dell’azienda, Giovanna Anelli e Piergiorgio Benvenuti, i quali replicano punto per punto:
“E’ assolutamente falso che nostri mezzi siano rimasti fermi per mancanza di gasolio: il carburante viene infatti fornito all’azienda normalmente e come sempre. I pagamenti per l’energia elettrica sono stati concordati e pianificati con la stessa Acea. L’assicurazione sui mezzi di raccolta dei rifiuti scade a giugno 2013 semplicemente perché è stata scelta la formula semestrale, anziché quella annuale: i premi del secondo semestre saranno versati alla scadenza del primo. Non risponde al vero, infine, che le cinque gare per l’estensione della nuova raccolta differenziata siano ferme: i bandi, dopo i normali tempi tecnici, stanno per essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. I dipendenti dell’azienda e i cittadini possono stare tranquilli: né gli stipendi né i servizi di raccolta dei rifiuti corrono alcun rischio.

Nello scenario a tinte fosche che qualcuno ha voluto creare ad arte -proseguono Benvenuti e Anelli – sono incluse altre notizie apparentemente minori, ma comunque false. Lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti non è, come si sostiene, affidata ai municipi ed il costo del lavoro è sempre lo stesso. La prima quota di rimborso del debito alle banche ammonta a 15 milioni e sarà regolarmente versata, come previsto, a giugno 2013. A proposito dell’indebitamento finanziario dell’azienda, va ricordato che esso è stato originato prima del 2008, era interamente a breve termine e questo è l’elemento che effettivamente rischiava di mettere a repentaglio la solidità dell’azienda: con il piano di ristrutturazione concordato nel 2009 con il pool di banche creditrici e la trasformazione di parte del debito da breve a lungo termine, si è assicurato il superamento della tensione finanziaria e garantito tranquillità alla gestione ordinaria.

La delibera approvata a dicembre scorso dalla Giunta di Roma Capitale, che deve passare al vaglio dell’Assemblea capitolina, non prevede alcuna “bad company”: la nuova società mista che dovrebbe essere creata, alla quale Ama conferirebbe gli impianti, sarebbe comunque a maggioranza pubblica e ciò consentirebbe ad AMA di entrare per la prima volta anche nella fase finale del ciclo integrato dei rifiuti, con evidenti ritorni di carattere economico e finanziario. Dal punto di vista economico, la ‘newco’ sarebbe in grado di produrre utili che ritornerebbero ad Ama e a beneficio della tariffa; dal punto di vista finanziario, la nuova società sarebbe dotata di una leva tale da poter generare nuovi investimenti. AMA, in ogni caso, continuerebbe a svolgere in via diretta le attività di igiene urbana compreso lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti”.
 


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