AMA vuole coprire con la svendita del Centro carni i buchi di parentopoli

Sabato 20 ottobre 2012 si è svolto l’incontro del VII municipio contro la svendita del Centro Carni
Enzo Luciani - 21 Ottobre 2012

Nella mattinata di sabato 20 ottobre 2012 si è svolto presso la vecchia sala consiglio del VII municipio in vial Prenestina un incontro convocato dal Presidente Roberto Mastrantonio sui pericoli di svendita ai privati dell’area del Centro Carni. All’incontro erano presenti gli assessori della giunta municipale, i rappresentanti di numerose associazioni del territorio, dei partiti di centro sinistra e la sola consigliera municipale Cecilia Fannunza. All’incontro ha partecipato anche un rappresentate degli operatori privati della carne che tuttora lavorano all’interno del Centro e che hanno vinto tutti i ricorsi contro il Comune, con sentenze che hanno stabilito che nessuna procedura di smantellamento può essere avviata senza una adeguata ricollocazione degli attuali operatori in una sede idonea.

Le preoccupazioni di un’imminente svendita dell’area di viale Togliatti si sono accresciute dopo un recente articolo del quotidiano “Il Messaggero”, di solito ben informato sulle questioni urbanistiche romane, in cui si spiegavano le procedure che avrebbero portato l’AMA a recuperare circa 300 milioni di euro per coprire i buchi del proprio bilancio, buchi accentuati dalla dissennata gestione degli amministratori nominati da Alemanno e dalla parentopoli con 841 assunzioni in merito alle quali la magistratura romana ha chiesto il rinvio a giudizio dell’AD Panzironi e di altri dirigenti aziendali.

L’articolo del citato quotidiano chiariva che l’azienda vincitrice del bando per l’alienazione di immobili dovrà prima collocare sul mercato le sedi decentrate di AMA sul territorio, del valore di circa 140 milioni di euro, e successivamente l’intero Centro carni, conferito ad AMA da una precedente delibera della giunta Alemanno, per un valore di circa 116 milioni di euro, procedura che, una volta avviata, dovrebbe concludersi entro il 2016.

Nell’incontro in municipio è stato quindi denunciato questo pericolo e la gravità di una svendita ai privati di un’area che in un precedente bilancio comunale era stata valutata circa 250 milioni di euro. Il danno per il territorio sarebbe enorme, perché il Centro carni è rimasta l’unica grande area di proprietà pubblica da destinare a centralità urbana, in cui, a differenza delle aree di proprietà privata, sarebbe il Comune a vincolare i partecipanti al bando di utilizzo al rispetto di vincoli sulle strutture residenziali, sulle opere pubbliche e sui servizi da realizzare. Nei piani di attuazione presentati dalla Giunta Veltroni erano state ipotizzate importanti opere di viabilità come il sottopasso della Togliatti, la realizzazione di strutture come un Palazzetto dello sport, un Biblioteca cittadina, uno spazio fieristico, il riutilizzo dei capannoni del Teatro dell’Opera per funzioni didattiche e culturali, tutte opere che con la svendita ai privati verrebbero sostituite interamente da residenze, uffici e grandi spazi commerciali.

Tutti i convenuti si sono detti disponibili ad attivare le forme di lotta istituzionale e popolare necessarie per bloccare il conferimento del Centro carni al fondo immobiliare. La Giunta Municipale si è impegnata ad approvare un proprio atto da trasmettere al Consiglio per bloccare questa operazione. Contemporaneamente si chiederà ai consiglieri comunali di centro sinistra di denunciare in aula con mozioni ed interrogazioni questa svendita, che potrebbe avvenire con procedure che scavalcano lo stesso Consiglio Comunale. Le Associazioni e i comitati di cittadini si riuniranno giovedì 25 ottobre 2012 alle ore 18 in via Castore Durante presso la sede del Comitato di Quartiere Quarticciolo per definire tempi e modalità di una manifestazione pubblica da svolgere con consiglieri e forze politiche del territorio contro la svendita di un’area comunale che potrebbe portare alla riqualificazione di un intero quadrante della città. 


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