Amministratori o padroni ? Forse né l’uno e né l’altro

Alessandro Moriconi - 15 Gennaio 2020

Nei giorni scorsi siamo rimasti molto colpiti dalla denuncia attraverso Facebook dello stato di abbandono in cui versa a poco più di sette anni dalla sua inaugurazione, il Parco di Tor Sapienza.

Erba alta, giochi dei bambini un po’ abbandonati a se stessi, quando non addirittura rotti e inservibili come la celebre teleferica tanto apprezzata anche dagli adolescenti.  Rimangono in vita nonostante le cure non ricevute diversi alberi di melo antico e le particelle ortive realizzate sul confine con le tensostrutture del volley.

Ma la nostra attenzione è andata anche oltre il cancello che da sull’area in carico al Municipio Roma V e che rientra ancora nelle disponibilità del Mercato di Tor Sapienza e, basta osservare le inconfutabili tracce di un tappeto di fazzolettini, di carta e profilattici usati, utilizzata come una sorta di postribolo su sede stradale.

Ci ha colpito un piccolo riquadro ricavato dalla messa a dimora di sei alberelli da frutto e, al centro di questi, un cespuglio di corbezzolo. Sei begli alberelli messi a dimora il 21 dicembre 2019, ccome si legge dai cartellini … e il tutto nell’ambito della settimana Festam fortemente voluta, patrocinata è finanziata dalla Giunta Boccuzzi.  Una festa di cui però ad oggi non sono stati forniti dati, ne quelli relativi al gradimento e quindi alla partecipazione alle varie iniziative e ne quelli riguardanti i costi.

Ma a colpirci sono state le piante da frutto messe a dimora in un’area che, pur rientrando nelle disponibilità del Comune di Roma e quindi del  Municipio, che a parte un taglio dell’erba in estate, per evitare la possibilità di incendi, è stato praticamente abbandonato, fino a ridurlo in un luogo di incontri per sesso a pagamento.

Abbiamo chiesto al Presidente della Commissione LL.PP. Christian Belluzzo notizie circa la proprietà dell’area e le sue eventuali possibili destinazioni.

Tutto si poteva immaginare, meno che il vulcanico assessore all’ambiente del V municipio Pulcini avesse deciso, praticamente alla chetichella, di far sorgere su quel terreno un frutteto, di fatto unico nell’intera Città Metropolitana, vuoi per la cronica carenza di personale e mezzi al Servizio Giardini e vuoi perché gli alberi da frutto hanno bisogno sia di potature particolari e sia di trattamenti periodici di trattamenti medicali con prodotti chimici o bio atti a prevenire malattie funcigine e/o parassiti.

Da queste considerazioni il titolo dell’articolo che vede l’attuale assessore all’ambiente svolgere più un ruolo padronale che da amministratore, insomma uno che fa scelte a dir poco opinabili e bel lungi dal ricercare condivisioni ai progetti, decide punto e basta.


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