Anagrafe, ancora problemi in X municipio

Botta e risposta tra il presidente del X municipio Medici e l'assessore comunale Cavallari
di Giuseppe Barbone - 5 Ottobre 2009

Botta e risposta tra il minisindaco Medici e Cavallari, l’assessore alla risorse umane del comune di Roma sul problema dei dipendenti addetti all’anagrafe nel X Municipio. In un comunicato stampa del 2 ottobre il presidente Medici denunciava “Ancora una rappresaglia della giunta Alemanno contro i Municipi. In linea con i diktat del ministro-padrone Brunetta, il Comune di Roma ha imposto ai dirigenti dei Municipi di ridurre il personale degli uffici anagrafici, con l’immediata rimozione di decine di lavoratori, quasi fossero oggetti e non persone. Con il risultato di indebolire uno dei gangli vitali dell’amministrazione locale e così abbassare ulteriormente la già insufficiente funzionalità degli sportelli demografici, oltreché rendere ancora più distante e difficoltoso il rapporto diretto con i cittadini.

Nel X Municipio, che come al solito è quello maggiormente preso di mira – informa il presidente Sandro Medici – sono ben undici le impiegate che da un giorno all’altro si sono viste trasferire ad altre mansioni, riducendo in tal del 30% l’operatività del servizio anagrafico, che pertanto produrrà un vistoso calo della sua efficienza, con i relativi e sensibili ritardi nella consegna di documenti, carte d’identità, cambi di residenza, ecc., considerati merci da produrre alla catena di montaggio e non beni di servizio a cui i cittadini hanno diritto. I romani che si vedranno costretti ad attese sempre più lunghe – aggiunge Medici – sapranno con chi prendersela, con un sindaco del tutto subalterno ad un Governo che sta progressivamente devastando ogni e qualsiasi funzione pubblica, dalla scuola all’università, dalla cultura all’amministrazione locale. Da quando Alemanno è diventato sindaco – continua il presidente del X Municipio – abbiamo subito un crescente attacco alla nostra autonomia, che non è un’astrazione ma un concreto indebolimento della nostra capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini; siamo esclusi dalle scelte di bilancio e dalle decisioni che riguardano i nostri territori e inoltre, attraverso manovre amministrative, si centralizzano progressivamente funzioni che nel tempo avevamo acquisito, appesantendo così la generale funzionalità dei servizi al cittadino. Dopo un anno e mezzo di centrodestra – conclude Medici – comincio a pensare che questo sindaco soffra della sindrome del cesarismo, che peraltro a Roma conta numerosi precedenti, e non tolleri che altri, soprattutto se di centrosinistra, possano contribuire alla gestione della città”.

La replica dell’assessore al Comune Cavallari viene racchiusa in una nota a poche ore di distanza dal comunicato: “ Il Presidente Sandro Medici vaneggia. Non sono solito replicare ad esternazioni senza senso ma conosco il presidente del X Municipio Sandro Medici e so che è una persona di esperienza. Eppure oggi resto allibito dalle sue dichiarazioni del tutto deliranti: forse Medici sta vivendo un momento di difficoltà ma sono preoccupato perché, da quanto dichiara, è evidente che ha perso il controllo del suo Municipio. Gli spostamenti di personale di cui parla – continua Cavallari – non li ha fatti né Alemanno né Brunetta ma il direttore del suo Municipio come prevede il regolamento. Tra l’altro, lo stesso direttore dovrebbe agire su indirizzo del presidente: Medici quindi spara su se stesso e il fatto che non se ne renda conto mi preoccupa molto, tanto per i dipendenti quanto per i disservizi che potrebbe generare nell’ufficio anagrafico a danno dei cittadini”.

Il presidente Medici raggiunto al telefono dichiara in risposta alla nota “L’assessore Cavallari mente sapendo di mentire. I dipendenti che sono stati trasferiti sono dipendenti del comune di Roma e come tali sono stati costretti ad ubbidire ad una circolare del Comune di Roma in virtù sempre dei cambiamenti avviati dalla riforma Brunetta. Tutto ciò nonostante una relazione piuttosto voluminosa, preparata dai dirigenti, per evidenziare la mole di lavoro da affrontare qui al X e proprio per scongiurare questo ridimensionamento". La situazione al X proprio su questo aspetto è infatti piuttosto delicata. Basta ricordare due anni fa l’aggressione alla presidente del Consiglio Maria Pizzuti proprio per problematiche relativa all’anagrafe. Pochi giorni dopo per mano del sindaco Veltroni si decise di dirottare personale con la qualifica di ufficiale d’anagrafe verso i Municipi. Adesso sembra di ritornare al punto di partenza. Indipendentemente dalle colpe è importante trovare al più una soluzione costruttiva negli interessi dei cittadini.
 


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