Anche a Pasqua i roghi tossici invadono Tor Sapienza

Ad un anno dal richiamo dell'Unione Europea, l'amministrazione capitolina continua ad ignorare il problema
di Federico Carabetta - 7 Aprile 2015

A corredo della quotidiana serie di fotografie postate su Facebook da Roberto Torre, da anni attivissimo nel denunciare le malefatte del campo rom di via Salviati, il commento che segue: “Sono le 14,00 del 4 aprile 2015 e i preparativi per la grigliata funzionano perfettamente e mentre il Sindaco apre la Casa della salute, contemporaneamente lascia Salviati SPA nel degrado più totale, mentre attenta alla salute dei cittadini. Complimenti al RE del DEGRADO e della distruzione di una Capitale. Pasqua serena e fumosa per tutti”.

La “grigliata”, per chi ancora non sapesse, è l’eterno grande plumbeo maleodorante e mortifero falò che spicca sul campo rom su cui affacciano i palazzi di un versante del popoloso quartiere di Tor Sapienza. Secondo le stime di un osservatore locale, quello del 4 aprile sarebbe il 130° falò in 16 mesi.

Il 14 maggio 2014, pubblicando l’articolo “I fumi tossici dei campi rom arrivano al Parlamento europeo” e fornendo notizia di una Interrogazione con richiesta di risposta scritta avanzata da Roberta Angelilli, europarlamentare del Nuovo Centrodestra, alla Commissione del Parlamento europeo “Combustione illegale di rifiuti e materiali negli insediamenti abusivi di Roma”, speravamo che la lunga vicenda volgesse all’epilogo.

Ma l’esito atteso non vi fu, anche se la Commissione del Parlamento europeo, che dal precedente mese di marzo si andava interessando al caso, avesse richiamato il Comune di Roma, chiedendo chiarimenti e soluzioni, prefigurando la possibile apertura di una procedura di infrazione.

Siamo ormai nel mese di aprile del 2015, manca poco ad un anno dal richiamo del Parlamento europeo, ed ancora nulla è cambiato, anzi la pratica mortifera che da decenni continuiamo a denunciare, si va accrescendo nei campi rom già noti ed estesa ad altri meno noti e addirittura a quelli aggiuntisi ai soliti, formando una micidiale cinta intorno alla Capitale. Permanendo così, l’Unione Europea lancia un nuovo avvertimento a censura del Comune di Roma: quei roghi che bruciano quintali di rifiuti e devono cessare.

Ci si continua a chiedere se e quando il Campidoglio vorrà intraprendere iniziative veramente risolutive. I cittadini sono esausti: sono decenni che cercano inutilmente di ottenere dagli organi istituzionali provvedimenti sul pericoloso fenomeno. Ma i roghi continuano a spargere i loro veleni, mentre chi li alimenta continua a far soldi bruciando immondizie, pneumatici esausti, cavi elettrici, elettrodomestici e tutto quanto possa restituire rame e altri metalli.

L’Amministrazione di Roma Capitale, di fronte a questi gravissimi fatti, continua a lasciar fare, ad ignorare i richiami del Parlamento europeo e le sacrosante richieste dei cittadini di verifica di tossicità dei fumi, di sgombero dei campi, di bonificare i territori così malamente compromessi e … la risoluzione del problema.

Foto di Roberto Torre

La Sposa di Maria Pia

Commenti

  Commenti: 1


  1. Marino, il Sindaco medico che se ne frega della salute di uomini, donne e bambini della Capitale e gira per il mondo a spese nostre per propagandare quanto è bella la capitale che non dirige e che lascia ammalare.
    Ma è bravissimo eh sopratutto a fare ciò che nessuno gli chiede.

Commenti