Ancora chiusa la biblioteca del Pigneto

Il CdQ "Pigento-Prenestino "incarta" la struttura per protesta
di Maria Giovanna Tarullo - 28 Giugno 2011

E’ trascorso un anno ormai dalla decisione dell’Istituzione Biblioteche di Roma di chiudere la biblioteca comunale del Pigneto, a causa dell’ingente presenza al suo interno d’amianto. Purtroppo però ben poco è stato fatto da quella data.

Per gli abitanti del VI municipio la situazione sembra farsi sempre più insostenibile perchè, oltre ad aver perso l’unica struttura di aggregazione sociale del quartiere, vivono con la costante angoscia del pericolo che può provocare loro l’amianto.

Dopo le numerose vicende, che hanno visto protagonista il presidente del VI Giammarco Palmieri in un continuo scambio di battute con il Comune di Roma, si era arrivati all’annuncio definitivo del trasferimento dei locali della biblioteca all’interno dell’ex stabilimento industriale farmaceutico Serono.

La richiesta del Comitato di Quartiere ‘Pigneto-Prenestino’, tuttavia, rimane quella di ristrutturare e bonificare definitivamente la sede storica della biblioteca in via Attilio Mori. Proprio in questi giorni, grazie alle pressioni dei genitori della scuola elementare "Enrico Toti" e dello stesso CdQ, il consiglio comunale dovrà approvare in bilancio 500.000€ per garantire la salute dei cittadini e riconsegnare uno spazio pubblico necessario.

"Vogliamo evitare colpi di mano – affermano il CdQ "Pigento-Prenestino" – che, come negli anni passati, all’ultimo momento facciano sparire questi fondi mentre continuiamo a denunciare lo sperpero di 350.000€ di denaro pubblico per "ristrutturare" i locali nuovi della ex-Serono per metterci per forza la biblioteca, invece di destinarli all’uso previsto dal "Contratto di quartiere".

Per questo abbiamo deciso di "incartare" la Biblioteca Pigneto di via Mori che da un anno è chiusa e abbandonata con le sue pareti piene di amianto nell’indifferenza dei vari Palmieri (presidente del Municipio Roma 6), Mollicone (presidente commissione cultura del Comune di Roma) e Antonelli (Presidente Istituzioni Biblioteche). Ciò costringe residenti, studenti, famiglie non solo a rinunciare al diritto alla salute ma anche a quello alla cultura dovendo acquistare libri invece di poterli prendere in prestito gratuitamente".


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