Ancora inesistente il centro sportivo di via Como nel III municipio

Provenzano Pdl: “Stato di abbandono ormai ultra quinquennale”
Enzo Luciani - 30 Maggio 2012

Il centro sportivo in Via Como nel III municipio di Roma continua a suscitare problemi.

In quel luogo dove prima si estendeva un bel campo da tennis, oggi è possibile ‘ammirare’ una liscia e grigia piattaforma in cemento armato. E ovviamente del centro sportivo non si hanno più notizie. Il motivo? Perché ancora una volta gli accordi tra appaltatore, in questo caso il Comune di Roma e appaltante, sempre in questo caso la Cam srl, non sono stati rispettati.

La Cam srl, concessionaria del terreno comunale, avrebbe dovuto realizzare cinque campi da tennis e una piscina con gli oneri concessori derivanti dalla vendita di oltre 280 box auto, ma a tutt’oggi la situazione è rimasta pressoché identica al 2007, quando fu approvata l’ordinanza comunale.

In un comunicato stampa diffuso il 30 maggio 2012 il consigliere PdL del municpio Roma 3, Giovanni Provenzano, ha dichiarato: “Lo stato di abbandono oramai ultra-quinquennale e le indagini in corso da parte dell’autorità giudiziaria mi spingono a definire fallimentare le modalità con cui si è gestita l’intera vicenda della costruzione-concessione del centro sportivo di via Como”.

“Oggi parteciperò alla manifestazione di protesta del comitato cittadino avendo già partecipato a quelle organizzate dal circolo PDL-Giovane Italia di via Livorno 1 in cui si sollecitava l’indizione di un bando pubblico per la concessione dell’impianto sportivo, richieste rimaste inascoltate dal 2008”,continua Provenzano.

“Trovo offensivo affermare che a Roma (ed in Italia) non ci sia né un costruttore né una ATI (associazione temporanea di impresa) disposti a partecipare ad un bando pubblico per la costruzione e concessione per la gestione quarantennale, dell’impianto sportivo; ci si vuole convincere che soltanto la CAM sia disposta ad accettare un’opera che tutti gli altri costruttori rifuggirebbero – incalza Provenzano – praticamente abbiamo di fronte dei benefattori! Mi dispiace per chi diffonde questa tesi e per chi la ripete a cantilena, ma se ci sono indagini giudiziarie in corso è perché qualcosa non è stato trasparente.”


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