Ancora una rissa a campo de Fiori

Santori: "cosa si aspetta per nuovi provvedimenti?"
Enzo Luciani - 13 Luglio 2012

Quattro turisti stranieri, tre inglesi di 20, 25 e 30 anni e un americano di 22 anni, sono stati denunciati dai carabinieri della capitale per una rissa scoppiata a Campo de’ fiori. I quattro, sotto l’effetto dell’alcol, nella notte tra mercoledì e giovedì, se le sono date di santa ragione, forse per un apprezzamento di troppo ad una ragazza. Il peggio l’ha avuta uno dei cittadini inglesi, trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, e dimesso con 3 giorni di prognosi a causa delle ferite e delle escoriazioni multiple.
Torna così in primo piano il tema sicurezza durante la movida capitolina.

"Dopo la rissa di Campo de’Fiori, continuano situazioni di pericolo che vedono coinvolti i turisti che pensano che l’Italia, e Roma in particolare, sia il Paese dove tutto e’ concesso e si sentono, pertanto, liberi e autorizzati ad eccedere. E’ necessario attivare, tramite tour operator o direttamente agli scali degli aeroporti, campagne di comunicazione rivolte ai giovani che visitano le nostre città per far conoscere e rispettare loro le regole che le governano. E soprattutto, e’ necessario sensibilizzarli sugli effetti dannosi a livello fisico e su quelli penalmente rilevanti provocati dall’abuso di alcol e dalla cultura dello sballo." lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale.

"Nonostante i numeri di sequestri, fra penali e amministrativi, e i controlli delle Forze dell’Ordine per il rispetto del Codice della Strada, siano rispettabili è necessario contrastare la movida molesta anche con altri strumenti preventivi che possano consentire alle forze di polizia di poter intervenire in maniera più efficace e determinata. La modifica del Regolamento di Polizia Urbana è l’unica via senza dover ricorrere a ordinanze impugnabili o non efficaci nel tempo. Il tempo stringe e il tema della movida sicura è sempre più urgente e non più rinviabile” conclude Santori.


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