Apocalisse rimandata – Il professore non giusto nel posto non giusto – A giudizio la vittima e non il colpevole

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 29 Novembre 2012

Apocalisse rimandata 

"Silvio Berlusconi – sono filtrate notizie dalla segreteria del Pdl – ha rinviato ogni sua decisione fino all’esito delle primarie Pd fissate, come noto, per domenica prossima"

Oggi 29 novembre, dunque, non è stato quel giovedì dell’Apocalisse nel quale – secondo le informazioni de "Il Giornale" di qualche giorno fa – sarebbe dovuto terribilmente giungere, su un cavallo bianco, il Cavaliere furioso. Apocalisse rimandata. Rimandata, presumibilmente, almeno fino a domenica sera-lunedi mattina prossimi. Sempre che il cavallo bianco del Cavaliere furioso non perda di nuovo il ferro di un suo zoccolo e debba aspettare l’intervento di qualche altro politico fabbro-ferraio. Si chiami Bersani o Renzi, Casini o Montezemolo, Maroni o Tremonti. Soprattutto Angelino Alfano o Giorgia Meloni.

Dar Ciriola asporto

Il professore non giusto nel posto non giusto

"La facoltà di architettura dell’Università di Firenze – ha denunciato al Tar della Toscana l’architetto Alessandro Rizzo – ha affidato una docenza annuale di urbanistica ad un laureato in filosofia e ad un maestro elementare non laureato, anche se specializzato in "paesologia".

Ma forse, per l’architetto Alessandro Rizzo che non ha ottenuto lui la docenza annuale in urbanistica, si trattava solo di attendere. Di qui a poco, magari, la facoltà di filosofia dell’Università di Firenze avrebbe avuto bisogno di una docenza annuale da Socrate a Benedetto Croce e l’avrebbe affidata a lui, all’architetto Alessandro Rizzo. A quel punto, infatti, perché no? Della serie "il professore non giusto al posto non giusto". Tar, naturalmente, permettendo.

A giudizio la vittima e non il colpevole

"L’egiziano Mosad Emad S. – circa un anno fa – era stato insultato, derubato e picchiato dal suo connazionale Hamouda S. e, per questo, aveva sporto denuncia contro di lui".

Ma, dopo questa denuncia, che cosa è successo negli uffici giudiziari milanesi? E’ successo che il pubblico ministero chiamato ad occuparsi del pur facile caso abbia fatto una confusione tale da identificare la vittima Mosad Emad S. come il colpevole e il colpevole Hamouda S. come la vittima. Con la conseguenza di rinviare a giudizio, per fortuna a piede libero e non con il carcere preventivo, il povero insultato, derubato e picchiato e di mandare in pace il colpevole vero. Ma, poi, l’incredibile distrazione è stata sanata? Solo in parte. Perché Mosad Emad S. ha sì ottenuto proprio in questi giorni, dopo un anno, la sentenza che gli ha cancellato l’ingiusta macchia di colpevole, ma ora, per vedere giustamente imputato Hamouda S., chissà ancora quanto dovrà attendere. Sempre che nel frattempo, negli uffici giudiziari milanesi, non si confonda qualcun altro. 


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