Municipi:

Archeologia e metro C: “Distruzioni inevitabili”?!

Linea B1 metro, procedura di infrazione da Bruxelles

Sembra proprio che non abbiamo altra scelta. Per salvare Roma dalla congestione del traffico, dall’inquinamento atmosferico e acustico dobbiamo sacrificare quello che tutto il mondo ci invidia: il nostro patrimonio storico e archeologico

Sul sito de La Repubblica in un articolo a firma di Carlo Alberto Bucci si legge:”..Il dettagliato rapporto che il soprintendente Angelo Bottini ha inviato il 24 gennaio al direttore generale per l´Archeologia del ministero Beni culturali, Stefano De Caro, parla chiaro: si è conclusa la prima fase dei sondaggi alla ricerca dei punti dove far salire in superficie i passeggeri della terza linea di metropolitana; ma già si sottolinea «che l´approvazione dei progetti definitivi» porterà «all´inevitabile distruzione di ampie porzioni del tessuto archeologico della città antica».

Il soprintendente (riporta l’articolo) si è limitato a comunicare al direttore generale – cui spetta la decisone sui resti da «rimuovere» già in vista dei nuovi sondaggi – che per andare avanti deve applicare le paratie. Quindi già adesso si deve distruggere. Figuriamoci dopo. «Ho passato la relazione al comitato di settore che sta redigendo il verbale ma che si è già detto favorevole. Poi prenderò una decisione» ha annunciato De Caro. »

Sembra proprio che non abbiamo altra scelta: per salvare Roma dalla congestione del traffico, dall’inquinamento atmosferico e acustico dobbiamo sacrificare quello che tutto il mondo ci invidia: il nostro patrimonio storico e archeologico

Distruggere, spostare, rimuovere, che cosa?: I resti «delle fasi più antiche del cenotafio di Agrippa» sotto piazza Sforza Cesarini davanti alla Chiesa Nuova, oppure la strada «in pietra gabina di età repubblicana» sepolta sotto piazza Vanezia. Ma anche, forse, «le murature antiche», che si trovano undici metri sotto piazza Celimontana, dove deve uscire il pozzo di ventilazione della metro C. Si ipotizza anche una «contenuta rimozione di resti antichi» lungo via Sannio.

Al riguardo Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra Sez. di Roma, ha dichiarato il 29 febbraio: “Ed ora assisteremo allo scandalo supremo: sara’ un funzionario del ministero, il direttore generale dei Beni Archeologici, Paolo De Caro, a decretare che la storia di Roma venga polverizzata. Mentre la Soprintendenza archeologica di Roma e una grande associazione di tutela come ‘Italia Nostra’ giudicano incompatibile il progetto attuale della linea C con la salvaguardia del patrimonio archeologico della Capitale, al ministero c’e’ un superfunzionario che ha gia’ dichiarato a cuor leggero che lui andra’ avanti: autorizzera’ la perniciosa opera”.

"Come abbiamo piu’ volte detto – ha proseguito Ripa di Meana – non siamo contro la metropolitana a Roma, anzi la vogliamo. Abbiamo anche proposto un progetto che ci sembra di gran lunga piu’ adeguato rispetto a quello portato colpevolmente avanti dall’ex sindaco, Walter Veltroni. Si vuol distruggere un pezzo importante dell’archeologia romana? Si vuol danneggiare irreparabilmente l’identita’ storica della Capitale e quindi dell’intera Nazione? Si vadano a vedere i metro di Atene e Torino e si dia una occhiata anche a Brescia".

L’articolo di di Carlo Alberto Bucci riporta anche le parole dell’ ex assessore alla Mobilità, Mauro Calamante:

«Basta con le tattiche dilatorie. Le infrastrutture sono necessarie. E i lavori non sono stati mai fermati. Roma ha avviato i cantieri della C per 3,1 miliardi di euro. Le 22 stazioni saranno pronte entro il 2011 e il prolungamento da piazzale Clodio a Grottarossa, entro il 2015».

LINEA B1 METRO ROMA, PROCEDURA INFRAZIONE CONTRO ITALIA

Forse è sfuggito a molti di noi che Il Messaggero del 28 febbraio riporta la notizia che i lavori per la realizzazione della linea B1 della metropolitana di Roma /da Piazza Bologna a Piazzale Jonio) sono finiti nel mirino di Bruxelles.

La Commissione europea ha deciso oggi di aprire una procedura di infrazione che dovrebbe riguardare i criteri utilizzati per assegnare le gare di appalto. Per il momento i servizi del commissario Ue Charlie McCreevy si sono limitati a inviare a Roma una ‘lettera di messa in mora’, in cui contesterebbero alcune violazioni delle norme comunitarie che regolano il mercato unico europeo, chiedendo chiarimenti sui criteri seguiti nell’assegnazione degli appalti in questione. Bruxelles darebbe quindi due mesi di tempo alle autorita’ italiane per rispondere alle osservazioni avanzate. Se entro la fine di aprile non arrivera’ alcuna risposta o nel caso di una risposta ritenuta insufficiente, l’Italia rischierebbe il passaggio alla seconda fase della procedura di infrazione (quella del ‘parere motivato’), di fatto l’ultimo passo prima del deferimento alla Corte Ue di giustizia.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento