Armonia e arte universale nelle opere di Mondrian

Al Vittoriano ‘Mondrian. L’armonia perfetta’ dall'8 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012
di Patrizia Miracco - 7 Ottobre 2011

Il Complesso del Vittoriano, dall’8 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012, ospita l’intero cammino artistico del celebre Maestro olandese, Piet Mondrian.
La retrospettiva ‘Mondrian. L’armonia perfetta’, riporta a Roma dopo più di 50 anni uno dei più grandi artisti del Novecento e mette in mostra circa 70 lavori dell’artista, tra olii e disegni, e oltre 40 opere di artisti che influenzarono la sua evoluzione.

“Piet Mondrian – spiega il curatore della mostra, Benno Tempel – è uno dei pochi artisti che hanno lasciato una produzione regolare. Pochi come lui hanno saputo rinnovarsi continuamente dall’inizio della loro carriera sino alla morte, mantenendo una tensione costante. In questa produzione, ciò che affascina e desta ammirazione è la ricerca di una pittura armoniosa, dalla quale sarebbe nata l’arte astratta… Per Mondrian l’arte era più che la mera riproduzione della realtà. Con la sua pittura, voleva raggiungere uno scopo più alto. Era alla ricerca dell’armonia, di un’arte universale”.

Le opere esposte ben definiscono l’animo di Mondrian. Sin dall’inizio l’artista è alla ricerca dell’armonia universale, dell’equilibrio di forme e colori fino ad arrivare all’astrazione, come ricerca dell’essenza e dell’universale. L’artista, che inizialmente è un paesaggista di successo nei Paesi Bassi, attraversa infatti diverse fasi prima di arrivare all’astrazione. Parte dal periodo simbolista/teofisico del primo decennio del Novecento per passare nel secondo decennio, attraverso Cézanne e i cubisti, all’essenza e alla frammentazione della figura. Il suo studio è sempre rivolto all’essenza dell’immagine e all’uso del colore vivo talora steso a zonature, talora accostato secondo la tecnica divisionista e fauve. Mondrian giunge così all’astrattismo puro in modo graduale: egli toglie progressivamente all’oggetto tutte le sue note individuanti, le sue particolarità, sino a ridurlo a scheletro, a stilizzazione, a linea.

“La pittura di Mondrian nella sua piena maturità è un’arte che potremmo definire estrema” commenta il critico d’arte, Claudio Strinati, durante la presentazione della mostra. “In Mondrian – prosegue Strinati – l’esperienza estrema è contraddistinta da una pacatezza, un garbo, un’onestà di pensiero che debbono essere ben conosciuti e valutati da ogni appassionato dell’arte. Oggi siamo in grado di capire meglio il senso di una pittura che non rappresenta nulla ma vuole essere la dimostrazione di concetti apparentemente strani e astrusi ma in realtà semplici, diretti, chiari. Mondrian cercava questo ed è proprio la chiarezza delle idee quella che volle comunicare al mondo”.

L’opera d’arte per Mondrian doveva costituire un momento di contatto tra l’uomo e l’universo con il superamento di ogni naturalismo o accidentalità in modo da recuperare l’armonia, l’immobilità e la quiete perdute. Nel mondo futuro di Mondrian, come scrive lui stesso, l’uomo non sarà “nulla in sé, non sarà che parte del tutto, ed è allora che, avendo perduta la vanità della sua piccola e meschina individualità, sarà felice in questo Eden che avrà creato”.
Per Mondrian il misticismo è di natura mentale e non emotivo; l’ascetismo aiuta a superare il fluttuare delle passioni, i turbamenti, attraverso un processo di liberazione dagli stimoli individuali.

Il percorso espositivo è accompagnato dall’ascolto di brani musicali selezionati da Strinati e segue i gusti, le tendenze e le innovazioni che Mondrian sentiva profondamente. L’artista amava la musica e attraverso questa cercava l’armonia, l’equilibrio, il benessere e la felicità per entrare in contatto con l’arte in sé.

La mostra si può visitare dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. Il costo del biglietto è: 12,00 euro per il biglietto intero; 8,50 euro per il ridotto. La biglietteria chiude un’ora prima.
Per informazioni: tel. 06/6780664.


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