In arrivo oltre 10.000 appartamenti in un decennio nel V municipio

Se non si interviene sui progetti avviati da Alemanno potrebbero arrivare oltre 30.000 nuovi abitanti nell'ex VI e VII. Conoscere e far rispettare gli obblighi previsti dalle convenzioni
di Sergio Scalia - 11 marzo 2014

Le trasformazioni urbanistiche di un territorio si misurano in genere nell’ordine di un decennio, perché a tanto ammontano i tempi tra la progettazione e la realizzazione di immobili e di infrastrutture in un quadrante della città. Negli ultimi 10 anni nel territorio del nuovo V municipio , corrispondente ai precedenti municipi VI e VII, sono stati edificati circa 2.500 appartamenti con autorizzazioni e delibere approvati tra il 2001 e il 2007. Ciò ha comportato l’insediamento di almeno 7.000 nuovi abitanti e pochi sono stati gli interventi sulle infrastrutture e sui servizi nel territorio.

Da una ricerca effettuata su tutti gli atti ufficiali del Comune di Roma, emerge il rischio che tra i progetti già definiti e quelli in itinere si possano concretizzare nei prossimi 10 anni oltre 10.000 nuovi appartamenti con l’arrivo di oltre 30.000 nuovi abitanti nel V municipio.

Si comprende quindi l’allarme lanciato dalla Giunta e dal Consiglio municipale e dai comitati di cittadini attivi sul territorio contro le proposte più eclatanti sia per il dimensionamento, sia per lo stravolgimento di aree destinate a verde e servizi pubblici. E’ il caso soprattutto di :

Comprensorio Casilino, dove i proprietari hanno vinto un ricorso al TAR contro i vincoli archeologici apposti sulle aree verdi e la Giunta Alemanno ha avviato un iter per realizzare su quelle aree pregiate oltre 3.000 appartamenti;

Centro Carni, che rappresenta un Bene comune, ma è stato ceduto dalla Giunta Alemanno ad AMA, che poi lo ha dato in pegno alle banche per prestiti che non è in grado di restituire, favorendo così l’acquisizione del cespite dato in garanzia e l’edificazione di oltre 2.000 appartamenti con palazzi di 15 piani in base al Progetto preliminare approvato dalla Giunta Alemanno;

Casa Calda, che potrebbe vedere la costruzione di oltre 1.000 appartamenti sulle aree a verde pubblico, autorizzati dalla Giunta Alemanno a sanatoria di un contenzioso con il Capitolo di S. Maria Maggiore, contenzioso che si stava chiudendo da parte della precedente Giunta Veltroni con la realizzazione di una struttura di accoglienza religiosa e la concessione di appena 1/10 della cubatura attualmente prevista;

Bando Housing sociale, che a seguito di un bando per la costruzione di alloggi anche su aree vincolate, ha visto approvare dalla Giunta Alemanno una graduatoria di interventi ammessi, con oltre 1.300 appartamenti da realizzare nelle altre aree verdi da acquisire nei parchi di Mistica e Casa Calda.

Fortunatamente la Giunta Marino ha bloccato con la memoria di Giunta del 27/12/2013 gli esiti del Bando Relitti urbani di Alemanno, che aveva accolto nel V municipio nuovi interventi per oltre 1.000 appartamenti, soprattutto nell’area dell’ex Snia Viscosa.

L’iniziativa del Municipio e dei Comitati di cittadini è ancora tesa a bloccare gli esiti del Bando Housing sociale, alla riacquisizione del Centro Carni per la collettività romana, al riesame dei contenziosi senza regali alla speculazione e alla salvaguardia dei vincoli archeologici dichiarati decaduti.

Molte altre procedure riguardano convenzioni già firmate con atti notarili tra Comune e privati, come gli Accordi di Programma o procedure già consolidate dalla Regione come gli interventi PEEP di edilizia convenzionata, oppure interventi limitati su aree già edificate o edificabili . In tutti questi casi è comunque fondamentale conoscere gli obblighi previsti dalle convenzioni, obblighi che spesso vengono disattesi per il disinteresse dell’amministrazione e per la scarsa consapevolezza da parte di cittadini.

Ed allora è bene ricordare ad esempio che

– per i progetti del Bando Minelli almeno 1/3 degli alloggi complessivi realizzati dalla stessa società nelle varie aree assegnate deve essere ceduto al Comune, secondo le prescrizioni del Bando;

– la Società realizzatrice del “Centro Servizi Prenestino” deve acquisire a proprie spese un’area indicata dal Comune di 50.000 mq per i centri di rottamazione e, se il Comune non è in grado di individuare l’area per le opposizioni incontrate fino ad oggi, quei fondi devono essere utilizzati per altre opere;

– le opere di viabilità come la Prenestina Bis (tratto GRA-V. Tor Tre Teste) e la ristrutturazione di Via Tor Tre Teste, previste in alcuni accordi di programma, devono essere realizzate prima dell’avvio delle nuove edificazioni, così come gli asili nido previsti in alcune convenzioni.

Anche i Print, che rappresentano degli interventi di ricucitura urbana, devono essere seguiti nella fase realizzativa con la stessa ampia partecipazione popolare e controllo, che ne ha consentito nel 2007 la progettazione.

Il lavoro di ricerca ha prodotto un prospetto, che ritengo utile mettere a disposizione di tutti con le delibere di riferimento, delibere che possono essere visualizzate e scaricate dalla pagina

Con la consapevolezza e conoscenza che il nuovo PRG e il PTPR hanno fissato le regole per le aree dove è possibile edificare e introdotto dei criteri di salvaguardia per le aree destinate a verde e servizi, lo scopo principale di questo prospetto urbanistico è quello di favorire al massimo la conoscenza degli atti che possono cambiare profondamente la qualità della vita nel nostro territorio.


Commenti

  Commenti: 2


  1. fermiamo questa colata di cemento oppure i ns. figli e nipoti moriranno per mancanz d’aria.


  2. Caro Sergio, grazie per lo stupendo lavoro di informazione, sarebbe possibile mettere queste future costruzioni sulla mappa del territorio, per avere un impatto visivo delle speculazioni?:
    Cosa possiamo fare per bloccare le costruzioni all’angolo tor tre teste/prenestina dove sono stati trovati resti romani?

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