Aste pazze e aste deserte – C’era una volta – Marta e santa Marta

Fatti e misfatti di novembre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 6 Novembre 2011

Aste pazze e aste deserte

"Il dentista canadese Michael Zulk – incredibile, ma vero – si è aggiudicato ad un’asta, per 20 mila euro, un molare ingiallito e sbocconcellato dalla carie del cantante John Lennon".

Dopo i 72 mila dollari versati in un’asta cinese per aggiudicarsi un bustino usato dalla cantante Madonna, ecco dunque i 20 mila euro per impossessarsi di un dentaccio usato del cantante John Lennon. C’è, però, una consolazione: ove un giorno dovessero essere battuti in un’asta i cervelli di acquirenti così, nessuno offrirebbe un centesimo per aggiudicarseli. Almeno si spera...

C’era una volta

"Per ora, al "modico" prezzo di 99 euro l’una, sono in vendita e vengono entusiasticamente acquistate a Pescara – ma presto lo saranno anche a Milano, a Bologna e a Roma – felpe con una trasognata Biancaneve intenta a sniffare cocaina offertale da un sorridente nanetto".

Tutto regolare? Tutto lecito? Sembrerebbe, visto che la compravendita pescarese sta continuando con grande successo, sembrerebbe proprio di sì. E, allora, restiamo in attesa di altre felpe educative soprattutto per i più giovani. Come, magari, con una piccola Cappuccetto rosso violentata da un lupo al chiaro di luna. O con una soddisfatta Principessa su un ben altro pisello. O, ancora, con una disinvolta Cenerentola in un romantico "bunga bunga" di corte. C’era una volta, sì. C’era una volta il buongusto. Il rispetto del mondo, almeno, dei più piccoli. Il ritegno a non varcare certi limiti. La reazione delle Istituzioni per impedire questa mancanza di ritegno. C’era una volta, sì.

Marta e santa Marta

"Quando un gruppo di cittadini genovesi alluvionati ha contestato al proprio sindaco, Marta Vincenzi, di non avere affrontato con efficienza la "fase di allerta 2" e, in particolare, di non avere disposto quella chiusura delle scuole che avrebbe scongiurato almeno quattro morti – si è letto sui giornali – il sindaco, Marta Vincenzi, si è risentita e ha replicato testualmente che è "la città a dover fare un salto culturale e a decidere che cosa vuole".

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Ai cittadini genovesi, in verità, non è apparso chiaro quale salto culturale dovessero fare loro, mentre la reazione del proprio sindaco li ha convinti che questo salto dovrebbe farlo proprio e soltanto lei. E a lei, invece, dovrebbe apparire ormai chiaro che cosa la città abbia deciso di volere: che lei lasci la sua carica. Giustamente. Perché è intollerabile che un sindaco, invece di assumersi onestamente le sue responabilità passate e presenti, queste responsabilità cerchi di riversare sui suoi cittadini, incolpevoli, pesantemente colpiti. Marta Vicenzi, insomma, si faccia prestare un attimo gli attributi classici della santa della quale porta il nome: il mazzo di chiavi e gli arnesi da cucina. Il mazzo di chiavi per chiudere a tre mandate la sua stanza in Comune ed andarsene. Gli arnesi da cucina per cominciare a dedicarsi a qualcosa che le sarebbe, forse, più congeniale.
 


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