Atac annuncia disdetta dal contratto con Metrebus

Da gennaio potrebbe non esistere più il biglietto integrato
Enzo Luciani - 2 Novembre 2011

A partire dal 1 gennaio 2012 potrebbe non esistere più il biglietto integrato Metrebus che permette di spostarsi con un unico ticket sui mezzi pubblici atac, metro e sui treni regionali. Un ipotesi – annunciata dalla stessa atac – che ha suscitato non poche preoccupazioni soprattutto per il mezzo milione di pendolari che ogni giorno si muove verso la Capitale. Per Legambiente "la decisione non sarebbe affatto indolore e a pagarne il prezzo più alto sarebbero i cittadini che ogni giorno si servono della rete integrata per i loro spostamenti. L’integrazione tariffaria tra i vari mezzi pubblici – scrive Legambiente in una nota – è stata un’importantissima introduzione degli anni ’90, ora sarebbe come tornare indietro di 20 anni penalizzando chi viene da fuori Roma e dalle estreme periferie romane verso il cuore della città.”

"I tagli del Governo Berlusconi al trasporto pubblico sono stati pesantissimi, ma la guerra interna al PDL e la totale mancanza di strategia sul tema, non devono pagarla i cittadini e i lavoratori." Lo dichiarano un una nota Marco Miccoli e Stefania Giusti, rispettivamente Segretario e responsabile mobilità del PD di Roma.
"200 milioni di Euro che mancano dai conti dell’ ATAC, dopo il terzo cambio dei vertici dell’Azienda in 3 anni non possono tradursi nella riduzione del servizio e degli stipendi e nella folle scelta di uscire dal Consorzio Metrebus.
Il centrodestra litiga al proprio interno, non dice in maniera chiara cosa intende fare delle Aziende del trasporto pubblico di Roma e del Lazio, e, soprattutto, non si confronta coi lavoratori, se non dopo la minaccia di un blocco totale del servizio.
I tagli agli enti locali impongono una riflessione sui sistemi di gestione del trasporto pubblico, che richiedono innanzitutto maggiore efficienza e trasparenza. Il tema dell’Agenzia regionale dei Trasporti, lanciata qualche mese fa dal Presidente della Provincia Zingaretti, può essere uno strumento utile se garantisce queste condizioni, ma dentro al PDL viene utilizzato solo per la guerra interna, uno slogan senza contenuti.
E a farne le spese – concludono i due – è soprattutto l’ATAC, un’azienda che rappresenta un patrimonio per tutti i romani ma che Alemanno in 3 anni sta rischiando di far fallire".

“Dopo la beffa il danno – dichiara il consigliere del PD Capitolino Antonio Stampete – Dal disastro della ‘Parentopoli’ nasce il dissesto dell’azienda pubblica di trasporto Capitolina con l’ulteriore aggravio rappresentato dall’ipotesi di uscita dell’Atac da Metrebus. Ciò significherebbe una totale rivisitazione del sistema di trasporto cittadino con una riduzione secca dell’offerta di trasporto che oggi si avvale anche di COTRAL e Ferrovie. Il risultato sarebbe solo una congestione ulteriore del traffico veicolare privato. L’ATAC sembra una società allo sbando incerta sul futuro. Il Centrodestra alla guida del Campidoglio e della Regione sta demolendo il trasporto pubblico della capitale senza avere mai avviato alcuna politica o progetto per favorire il trasporto collettivo. In tre anni e mezzo non sono cresciute ne le corsie preferenziali ne le aree pedonali ne tantomeno i parcheggi. Anche le piste ciclabili sono rimaste solo sulla carta. In compenso è aumentato il caos di parcheggio selvaggio, peggiorato il servizio pubblico degli autobus e delle metro e le piste ciclabili sono immerse nel degrado. L’unica cosa che il Sindaco e questa amministrazione riescono a fare è quella di discutere dell’aumento delle tariffe dei taxi per saldare la cambiale sottoscritta dal Sindaco con la parte più facinorosa della categoria.”  


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