Atac, Cantone: «Troppi appalti senza gara». Nuovo scandalo travolge il trasporto romano

Secondo l’autorità anticorruzione nel 2011-2015 la quasi totalità degli appalti è stata affidata con procedura negoziata. E scatta il sospetto tangenti
di Gabriele Cruciata - 17 Ottobre 2015

Due miliardi di appalti spalmati in cinque anni e affidati quasi totalmente senza regolare gara pubblica. Sono cifre che fanno tremare i piani alti dell’Atac quelle contenute nella relazione dell’Autorità nazionale anticorruzione inviata ai vertici dimissionari della municipalizzata e trasmesse al procuratore Giuseppe Pignatone.

Secondo l’autorità guidata da Raffaele Cantone, l’azienda del trasporto pubblico romano all’inizio del quinquennio 2011-2015 ha toccato punte del 99,94% di appalti pubblici per le forniture concessi con procedura negoziata. Tale percentuale – che nel 2011 era del 93% per i lavori e del 98,8% per i servizi – si è poi attestata negli anni successivi a cifre leggermente inferiori fino al 2015, quando stato assegnato senza gara pubblica “solo” l’84,2% delle forniture, l’82,3% dei lavori e il 76,8% dei servizi.

autista-atacNel fascicolo si legge che “Le percentuali rilevate evidenziano un utilizzo eccessivo della procedura negoziata e quindi una criticità nell’applicazione del codice dei contratti pubblici secondo il quale va adottata come regola la procedura aperta/ristretta e come eccezione, da motivare, la procedura negoziata”. Esiste il sospetto che dietro ai pagamenti a pioggia si nasconda un radicato e complesso sistemi di tangenti.

I dati consegnati da Cantone parlano di una cifra superiore ai due miliardi di euro pubblici spesi per gli appalti dell’Atac nel quinquennio in esame. L’Autorità nazionale anticorruzione ha ricordato all’Atac che “Le disposizioni vigenti attribuiscono alla procedura negoziata carattere di eccezionalità”, e che perciò necessitano di “adeguate motivazioni” e della “corretta applicazione del dettato normativo relativamente all’individuazione dell’importo stimato dell’appalto e al conseguente legittimo ricorso ad affidamenti in economia”.

Quirinale: Cantone, successore? Onorato ma fantascienzaIn una nota l’azienda fa sapere che “fornirà all’Autorità tutte le informazioni richieste nei tempi stabiliti, certa di poter rappresentare la coerenza dei comportamenti aziendali alle vigenti disposizioni di legge”. La relazione è passata anche tra le mani dell’ex Assessore ai Trasporti Stefano Esposito, che proprio nei giorni scorsi aveva invitato l’Autorità ad intervenire.

Oramai da mesi ci occupiamo dei disservizi a cui gli utenti Atac sono costretti ogni giorno. Le proteste del personale che hanno infiammato i primi mesi estivi sono state strumentalizzate dalla stampa romana e addirittura nazionale. Al contrario della vulgata che andava per la maggiore, abbiamo dimostrato come le maggiori responsabilità del pessimo servizio di trasporto fossero da ricondurre principalmente ai piani alti dell’azienda.

Tra appalti senza gara pubblica, biglietti clonati e forniture a prezzi gonfi come palloni, la dirigenza Atac sembra aver risposto più a logiche di interesse personale che non aziendale. Eppure si è preferito tagliare sulle indennità dei lavoratori, di chi ogni giorno affronta faccia a faccia cittadini inferociti per le carenze aziendali. E tutti sembravano aver magicamente dimenticato le responsabilità di chi i buchi di bilancio li ha creati per davvero. Ora Cantone e i suoi uomini sembrano averci dato ragione.


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